10 Ottobre 2026 ☁ 18°

Festival di Musica Sacra di Pordenone 2026: fede, dissenso e incontri sonori

Il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone propone per la 35/a edizione il percorso triennale "Fede ed eresia", con una stagione autunnale e una rassegna estiva dall'11 giugno al 5 luglio nel Duomo San Marco.

Festival di Musica Sacra di Pordenone 2026: fede, dissenso e incontri sonori

Il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone giunge alla sua 35/a edizione con un progetto organico che guarda alla tensione tra fedeltà dottrinale e dissenso: il titolo scelto per il triennio è Fede ed eresia. Promosso dall’associazione Presenza e Cultura e guidato artisticamente dai maestri Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, il festival si articola in due momenti distinti che mettono in dialogo tradizione e sperimentazione.

La proposta intende leggere la musica sacra non solo come espressione liturgica ma come luogo di confronto civile: in un tempo segnato da rischi di pensiero unico, la rassegna recupera la centralità della libertà di pensiero e della responsabilità individuale, secondo quanto sottolineato dal presidente di Presenza e Cultura, monsignor Orioldo Marson.

Due stagioni per un unico filo tematico

Il progetto si sviluppa su una duplice agenda: una parte definita “tradizionale” in autunno e una sequenza di appuntamenti in primavera-estate. La fase autunnale prevede un evento inaugurale di grande rilievo dedicato a Papa Leone XIV, affidato al Guillou Consort, che funge da ponte ideale tra la storia della musica sacra e le ricerche contemporanee. La seconda fase si concentra sul periodo dall’11 giugno al 5 luglio 2026, con una serie di cinque concerti serali ospitati nel Duomo San Marco di Pordenone.

La funzione della doppia programmazione

Questa scelta organizzativa permette di contemperare un approccio istituzionale e celebrativo con un ciclo più intimo e meditativo di concerti serali. Il primo segmento dà voce all’eredità storica e alla sua rilettura performativa; il secondo privilegia la fruizione diretta e la relazione con lo spazio sacro del Duomo, offrendo al pubblico una esperienza immersiva della musica sacra in contesti liturgici e para-liturgici.

Il programma estivo: protagonisti e temi

La Rassegna estiva si apre giovedì 11 giugno con una produzione condivisa con Ravenna Festival: “Il Santo folle. Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo”. Il lavoro, su testo di Guido Barbieri e musica di Marcello Fera, narra l’incontro del 1219 tra san Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto Malik al-Kamil, proponendo un racconto musicale che valorizza l’incontro interreligioso e la figura del santo come mediatore culturale.

Segue una successione di appuntamenti che esplorano diverse declinazioni del sacro: domenica 14 giugno va in scena “Ghirlanda spirituale”, il 18 giugno si esibirà il progetto “Laudarium” de LaReverdie, mentre il 28 giugno sarà dedicato a “Il Sigillo” di Maurizio Agostini insieme al recupero del Duetto tra l’anima e Gesù Cristo, opera del 1760. Il ciclo si chiude con il gran finale dell’ Ensemble Kalophonia il 5 luglio.

Un percorso tematico coerente

Ciascun concerto è pensato come tappa di un percorso che indaga i rapporti tra devozione, pratiche rituali e forme di dissenso teorico. Le opere programmate oscillano tra linguaggi antichi e scritture contemporanee, mettendo in dialogo repertori diversi per mostrare come la musica sacra sia sempre stata terreno di confronto e trasformazione culturale.

Orizzonte culturale e prospettive future

I direttori artistici hanno ricordato che il ciclo 2026 è anche un avvio simbolico verso Pordenone Capitale della Cultura 2027, quando il festival si propone tra gli eventi di riferimento della città. Questo posizionamento strategico mira a consolidare la manifestazione come nodo culturale stabile, capace di attrarre pubblico nazionale e internazionale e di favorire collaborazioni con realtà come Ravenna Festival.

La scelta tematica di “Fede ed eresia” vuole inoltre stimolare il dibattito pubblico su temi sensibili: la convivenza tra tradizione e innovazione, la necessità di pluralismo intellettuale e la musica come linguaggio capace di mediare prospettive diverse. In tal senso, il festival agisce come piattaforma di incontro tra studiosi, interpreti e cittadini, promuovendo una riflessione collettiva su memoria e futuro.

Impatto sul territorio

Oltre all’indubbio valore artistico, la rassegna contribuisce all’offerta culturale locale e al rilancio turistico della città: i concerti nel Duomo e le produzioni congiunte con altri festival amplificano la visibilità di Pordenone e offrono nuove opportunità di fruizione del patrimonio sacro e musicale. L’orizzonte triennale rende il progetto coerente e sostenibile, con una prospettiva di crescita legata anche agli eventi programmati in vista del 2027.

In sintesi, la 35/a edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone propone un itinerario sonoro e riflessivo che unisce impegno culturale e qualità artistica: Fede ed eresia diventa così un invito a riconsiderare la musica sacra come spazio di incontro, critica e rinnovamento.

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