In una città divisa tra solidarietà e critiche, la donazione di 59 zaini a migranti in piazza Libertà a Trieste ha acceso un dibattito acceso. La consigliera Roberta Dambrosi ha espresso il suo sconforto per il fatto che molti alunni triestini non avranno uno zaino nuovo per l’inizio dell’anno scolastico, mentre i migranti hanno ricevuto questo supporto.
La polemica è nata quando Dambrosi ha pubblicato un post su Facebook, sottolineando che molti studenti triestini non avrebbero avuto uno zaino nuovo per la scuola. La sua critica è stata rivolta alle associazioni che, secondo lei, non si sono mai accorte di questa necessità.
La risposta delle associazioni
Le associazioni coinvolte nella donazione hanno risposto prontamente, spiegando che gli zaini donati costano solo 6,99 euro ciascuno e sono stati acquistati con fondi privati. We will make it happen, il gruppo di volontari che ha organizzato la donazione, ha chiarito che non sono un’associazione né un ente pubblico, ma un gruppo di privati cittadini che decidono liberamente a chi destinare la propria solidarietà.
Giovanna Prati e Armando Bragas, fondatori del gruppo, hanno ribadito che la loro iniziativa non è in competizione con le necessità degli studenti triestini. Hanno invitato la consigliera Dambrosi a rivolgersi all’amministrazione comunale per risolvere eventuali carenze nelle scuole.
Altre iniziative di solidarietà
Oltre agli zaini, sono state donate anche coperte e sacchi a pelo, soprattutto dopo l’ondata di maltempo che ha colpito Trieste. Le associazioni hanno dovuto affrontare l’emergenza causata dalla pioggia torrenziale, che ha lasciato centinaia di migranti senza riparo e senza beni essenziali.
Le associazioni hanno lanciato un appello per raccogliere coperte e vestiti asciutti per i migranti, molti dei quali hanno perso tutto a causa del maltempo. La situazione è critica, soprattutto per chi è costretto a vivere in strada in attesa di un’accoglienza che non arriva.
La situazione dei migranti a Trieste
La situazione dei migranti a Trieste è complessa e critica. Molti richiedenti asilo sono costretti a vivere in strada, in attesa di un’accoglienza che non arriva. Le nuove norme Ue hanno reso ancora più difficile la procedura di accoglienza, con molti migranti costretti ad attendere settimane, se non mesi, prima di poter presentare la propria domanda.
Le associazioni hanno denunciato la mancanza di soluzioni istituzionali per i richiedenti asilo, costretti a vivere in condizioni disumane. La situazione è resa ancora più difficile dal maltempo, che ha peggiorato le condizioni di vita di chi è già in una situazione di estrema vulnerabilità.



