Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha sollevato una questione spinosa riguardo ai controlli al confine con la Slovenia. In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Piccolo Dipiazza ha espresso la sua frustrazione per ciò che definisce una sceneggiata inutile, chiedendo una riorganizzazione delle forze dell’ordine.
La discussione è nata in seguito alla sospensione degli accordi di Schengen, avvenuta il 21 ottobre 2026, che ha portato al ripristino dei controlli al confine con la Slovenia dopo l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre dello stesso anno.
I punti critici dei controlli al confine
Dipiazza ha sottolineato che, su 51 valichi di confine, solo 13 sono effettivamente controllati. In particolare, ha menzionato i valichi del Lazzaretto a Muggia, Chiampore, Santa Barbara, Plavje e Ospo, tutti scoperti. Solo il valico di Fernetti, lungo l’autostrada, è presidiato costantemente.
“Controlliamo quattro punti e 20 sono scoperti, entri ed esci dal Paese come vuoi”, ha dichiarato Dipiazza, evidenziando l’inefficacia dei controlli attuali. Il sindaco ha anche espresso preoccupazione per la percezione di insicurezza in città, dovuta a episodi circoscritti di violenza.
Le proposte di Dipiazza
Il primo cittadino di Trieste ha proposto di ridurre i controlli 24 ore su 24 ai tre valichi principali e di trasferire le forze dell’ordine in città, dove ritiene siano più necessarie. “Abbiamo bisogno di tanti poliziotti in città, così da vivere in un posto più sicuro”, ha affermato.
Dipiazza ha anche criticato la politica migratoria, sostenendo che i minori e i migranti trovati a San Dorligo vengono portati a Trieste e Muggia. “Basta”, ha dichiarato, chiedendo un cambiamento in questa pratica.
Le reazioni degli altri sindaci
Non tutti i sindaci della regione condividono la posizione di Dipiazza. Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, ha dichiarato che la sospensione di Schengen è stata utile per la sua città, dove sono stati effettuati numerosi respingimenti. Ziberna ha anche sottolineato che la sicurezza a Gorizia è migliorata grazie a un sistema articolato.
Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine, ha affermato che la sicurezza in città è migliorata e che, se proprio si devono aumentare gli agenti, è meglio farlo in città piuttosto che alla frontiera.
L’incontro con il ministro Piantedosi
Il sindaco di Trieste ha annunciato che incontrerà il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il 6 settembre. In quell’occasione, Dipiazza intende discutere della gestione dei controlli ai valichi e proporre una diversa distribuzione delle forze dell’ordine.
“Gli spiegherò qual è la situazione, potremmo impiegare gli agenti in città”, ha dichiarato Dipiazza, ribadendo la sua posizione. L’incontro con Piantedosi rappresenta un’opportunità per affrontare direttamente le preoccupazioni del sindaco e trovare una soluzione condivisa.



