31 ottobre 2026 ☀ 14°

FVG: i dati dell’Agenas evidenziano le criticità del SSN

I dati dell’Agenas mostrano un FVG in crisi: attese allungate, ricorsi al privato in forte crescita e dichiarazioni contrastanti dell’assessore.

FVG: i dati dell’Agenas evidenziano le criticità del SSN

Negli ultimi mesi l’assessore alla Salute, Riccardi, ha suscitato scalpore con dichiarazioni che dipingono un quadro ottimistico del servizio sanitario regionale. Tuttavia, i dati ufficiali raccolti dall’Agenas dipingono una realtà ben diversa, evidenziando criticità profonde che meritano un esame approfondito.

Agenas: il Friuli Venezia Giulia al fondo della classifica nord

Il rapporto dell’Agenas relativo ai primi nove mesi del 2026 colloca il friuli venezia Giulia all’ultimo posto tra le regioni del Nord per i tempi di attesa alle prime visite e sotto la media nazionale sia per le visite sia per gli esami diagnostici. Queste risultanze non sono semplici interpretazioni: derivano da monitoraggi ministeriali effettuati su tutta la popolazione.

Specialità più penalizzate

Tra le prestazioni più colpite troviamo le endoscopie digestive, le visite neurologiche, le visite fisiatriche e le visite dermatologiche. In ciascuna di queste aree i tempi di attesa superano di gran lunga le soglie raccomandate, segnalando un problema strutturale e non episodico.

Solo il 65% delle ricette diventa prenotazione: il divario tra prescrizione e erogazione

L’Agenas misura le prenotazioni, non le prestazioni effettivamente erogate. In Friuli venezia giulia, solo il 65% delle prescrizioni per le prestazioni monitorate è trasformato in una prenotazione. Se la percentuale fosse più bassa, il numero di prestazioni erogate entro i termini previsti diminuirebbe ulteriormente.

Il 2023 ha visto un preoccupante 12% delle prestazioni specialistiche (circa 580.000) non realizzate dal servizio pubblico, ma affidate al privato. Questo valore è più di tre volte il 4% registrato nel 2021, indicando una tendenza in crescita piuttosto che una soluzione temporanea.

Crescita esponenziale dei servizi sanitari privati e impatto sulle case della comunità

Dal 2017 a oggi si registra un incremento del +224% per i servizi sanitari privati, un +141% per il lavoro sanitario esterno e un +31% per i privati accreditati. Questa espansione avviene parallelamente a una maggiore cessione di prestazioni al privato, spesso attraverso appalti, gettonisti e cooperative.

Le recenti certificazioni della Fondazione Gimbe mostrano che nessuna delle Case della Comunità in regione eroga i servizi richiesti dalle norme nazionali. L’ultimatum dell’assessore Riccardi ai medici di base per garantire la loro “presenza ad ore” appare più orientato a riempire caselle nei questionari ministeriali che a definire ruoli e competenze concrete. Sostituire i medici di famiglia, già sovraccarichi con più di 1.500 pazienti ciascuno, con medici a quota oraria non risolve il problema strutturale evidenziato dal DM 77.

Il sindacato dei medici di famiglia, rappresentato da Michele Piga di CGIL FVG, ha sottolineato la necessità di chiarimenti da parte di Sisac per interpretare correttamente l’accordo nazionale recente, soprattutto per i medici che hanno superato il massimale di assistiti. L’intervento dell’assessore, più che facilitare il dialogo, ha evidenziato una difficoltà di relazione costruttiva con le parti sociali.

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