La Guardia di Finanza ha effettuato una nuova perquisizione il 5 giugno nella sede della Triestina Calcio in piazzale Atleti Azzurri d’Italia 1 a Trieste, su disposizione della Procura cittadina, nell’ambito di un’inchiesta su presunte fideiussioni prive di copertura presentate al Comune. L’operazione ha riguardato documentazione relativa ai rapporti con l’amministrazione e alle garanzie a tutela del debito per lo stadio Nereo Rocco.
Il caso incide sulla gestione dell’impianto, con la concessione scaduta e un piano di rientro da circa 700 mila euro in discussione. La società ha riferito che il club e i suoi rappresentanti non risultano indagati e ha ribadito la volontà di collaborare con gli inquirenti. Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2026.
Le perquisizioni del 5 giugno e i sequestri
Il decreto, eseguito dai militari delle Fiamme Gialle e coordinato dalla sostituta procuratrice Chiara De Grassiha puntato ad acquisire atti contabili, corrispondenza e contratti utili a ricostruire la filiera delle garanzie finanziarie. Tra le ipotesi al vaglio figura la truffa in relazione alle fideiussioni, oltre ai fronti già aperti dell’inchiesta avviata a febbraio, che coinvolge quindici ex amministratori per riciclaggiofalso in bilancio e reati tributari.
L’accesso del 5 giugno è arrivato dopo un precedente intervento nella sede del club avvenuto mercoledì scorsoin concomitanza con una conferenza stampa della nuova dirigenza. In entrambe le circostanze sono stati raccolti documenti amministrativi e informazioni sui canali utilizzati per reperire le garanzie a favore dell’accordo con il Comune di Trieste.
Le fideiussioni da 730 mila euro per lo stadio Nereo Rocco
Al centro degli accertamenti risultano due fideiussioni per complessivi 730 mila europresentate per coprire canoni arretrati e manutenzioni dello stadio Rocco. Dagli approfondimenti tecnici emergono profili di criticità: i titoli sarebbero stati emessi da istituti esteri e risulterebbero privi di effettiva copertura. Le anomalie sono scaturite da verifiche dell’ufficio comunale che gestisce la pratica dell’impianto, con conseguente segnalazione agli inquirenti.
Il tema delle garanzie è cruciale perché condiziona la definizione del piano di rientro con l’amministrazione. La mancanza di una copertura reale metterebbe in discussione le condizioni della rateizzazione e potrebbe riflettersi sull’iter per il nuovo titolo concessorio dello stadio Rocco.
La posizione della Triestina e della nuova dirigenza
Nel corso della conferenza stampa, il vicepresidente Marco Margiottareferente dell’azionista LBK Triestina Holdings LLC con sede nel Delaware, e il nuovo direttore generale e presidente del CdA Giuseppe D’Aniello hanno illustrato le linee del piano di risanamento e la piena disponibilità a fornire chiarimenti. In serata il club ha precisato che “il Club e nessuno dei suoi rappresentanti è indagato”.
Nella stessa comunicazione la US Triestina Calcio 1918 ha sostenuto che “né il Club né alcuno dei suoi rappresentanti ha presentato una fideiussione”, specificando di essersi “affidato ad esperti del settore per il reperimento” del titolo a garanzia dell’accordo con il Comune. La società ha aggiunto di proseguire l’attività di ricerca di una fideiussione bancaria o assicurativa idonea per sostenere il piano di rientro.
L’inchiesta avviata a febbraio e gli effetti sulla gestione dello stadio
L’indagine aperta a febbraio della Procura di Trieste ha già coinvolto quindici ex amministratori della società legati ai filoni su riciclaggiofalso in bilancio e profili fiscali. Il nuovo troncone sulle garanzie si inserisce in questo quadro e punta a mappare responsabilità e ruoli nella presentazione delle fideiussioni destinate al Comune. L’evoluzione del fascicolo potrà incidere sulla governance e sui tempi del risanamento annunciato dalla dirigenza.
Tra le possibili ricadute, gli atti ipotizzano rischi di natura economica e amministrativa per il club, compresa la revoca o il mancato rinnovo della concessione dello stadio Rocco ora scaduta. In attesa degli esiti degli accertamenti, la posizione della Triestina resta improntata alla collaborazione con gli inquirenti e al reperimento di garanzie conformi per definire il piano di rientro con l’amministrazione comunale.


