24 Giugno 2026 🌤 28°

Manifestazione pacifista a Aviano: oltre mille persone chiedono fine delle guerre

Una grande mobilitazione pacifista ha visto oltre mille persone marciare pacificamente da Piazza Duomo fino ai confini della Base Usaf di Aviano, chiedendo la fine delle guerre e il disarmo.

Manifestazione pacifista a Aviano: oltre mille persone chiedono fine delle guerre

Circa mille persone hanno partecipato il 6 giugno a Aviano a una manifestazione nazionale contro le guerre e il riarmo, sfilando da Piazza Duomo fino ai confini della Base Usaf. Il raggruppamento è iniziato nel pomeriggio, intorno alle 15, con decine di bandiere e lo striscione “Contro le guerre il riarmo le testate nucleari”. Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026.

L’appuntamento ha avuto rilievo per la scelta del luogo, considerato un snodo strategico della presenza militare statunitense e NATO in Italia. Il corteo ha rilanciato la richiesta di disarmodi stop all’aumento delle spese militari e di investimenti in welfare, salute, istruzione e ambiente, richiamando l’articolo 11 della Costituzione e la necessità di diplomazia e dialogo.

Corteo dal centro alla base Usaf: percorso e numeri

La marcia è partita da Piazza Duomo e ha percorso circa quattro chilometri lungo le vie cittadine fino ai limiti esterni della base. L’adesione è cresciuta durante il tragitto, con l’ingresso di alcune centinaia di persone, in un clima descritto come sereno e festoso. Il dispositivo di sicurezza è stato rispettato e non si sono registrate tensioni o incidenti rilevanti; lo scioglimento è avvenuto dopo la sosta davanti ai cancelli.

La scelta della Base Usaf è stata motivata dal suo ruolo di infrastruttura chiave della presenza alleata in regione. Per i promotori, il passaggio dal centro cittadino alla periferia militare ha voluto connettere la dimensione civile della protesta con il punto percepito come simbolo dell’escalation bellica, mantenendo un’impostazione unitaria e nonviolenta.

Interventi dal palco e messaggi contro il riarmo

Dal palco in Piazza Duomo sono arrivati interventi centrati sul rifiuto della normalizzazione della guerra e sull’opposizione all’aumento della spesa militare. La consigliera regionale Serena Pellegrino (AVS) ha affermato: “Non accettiamo che la guerra diventi la normalità”, chiedendo di investire in diplomaziacooperazione e giustizia sociale e richiamando l’articolo 11. È stato ricordato che nel mondo sono in corso 56 conflitti armatiil dato più alto dal secondo dopoguerra.

Più voci hanno contestato l’eventuale presenza di armi nucleari nelle vicinanze della base e il riarmo come leva di politica economica. Tra gli slogan riecheggiati, “Ogni pallottola prodotta ha un suo potenziale consumatore”, a sottolineare la critica a una presunta “economia di guerra”, e l’appello a evitare doppi standard nelle posizioni internazionali.

Azioni simboliche e organizzazioni presenti

Davanti alla base, i manifestanti hanno inscenato una simulazione di attaccoalcuni si sono gettati a terra fingendo di essere colpiti, restando immobili per alcuni istanti. La performance è stata l’ultimo momento pubblico della giornata ed è stata presentata come gesto contro la violenza bellica e a favore di soluzioni negoziali. Il messaggio centrale ha ribadito il no al riarmo e la richiesta di rilanciare canali diplomatici.

Alla mobilitazione hanno aderito oltre 100 associazioni, tra cui ANPI FVGCGILTavolo della PaceGlobal Sumud Flotilla e Rete Donne in Nero. La pluralità dei soggetti ha segnalato un’ampia sensibilità territoriale sul tema del disarmoin un territorio che mantiene rapporti consolidati con l’infrastruttura militare ma dove è emerso un dissenso diffuso verso ulteriori spese per le armi e la presenza di presunte testate nucleari.

Trieste adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 9