L’ex caserma Cavarzerani, situata nel cuore di Udine, è stata trasformata in un centro di accoglienza straordinario (CAS) per ospitare più di 450 persone in attesa di sistemazioni. Il 25 ottobre 2026, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra – Possibile, Andrea Di Lenardo, ha presentato in Consiglio comunale una denuncia che descrive la struttura come una vera emergenza sanitaria, caratterizzata da degrado, sporcizia e gravi carenze strutturali.
Le immagini e i video forniti dal consigliere mostrano un quadro di abbandono totale: estintori vuoti, sanitari rotti e intasati, liquami che fuoriescono dai bagni, zone allagate e la presenza costante di roditori. Materassi sporchi, alcuni addirittura murati all’interno delle mura, e l’assenza di giacche adeguate per le temperature autunnali completano il quadro di un ambiente decisamente non idoneo alla permanenza di esseri umani.
Condizioni igienico-sanitarie denunciate dal consigliere
Di Lenardo ha elencato una serie di criticità che, se confermate, violerebbero le norme fondamentali di igiene e sicurezza. Tra le più gravi vi sono gli estintori completamente scarichi, inattivi in caso di incendio, e i servizi igienici deteriorati, con scarichi intasati e acqua stagnante. La presenza di topi, documentata dalle riprese video, indica un problema di pestilenza che mette a rischio la salute di tutti gli ospiti. Materassi sporchi, alcuni posizionati in modo permanente all’interno delle strutture, suggeriscono una gestione irresponsabile della biancheria e degli spazi di riposo.
Carenza di servizi fondamentali e accesso negato
Oltre alle problematiche sanitarie, il centro risulta gravemente sottodimensionato per quanto riguarda le servizi di lavanderia. Con sole quattro lavatrici e due asciugatrici a disposizione di più di 450 ospiti, la capacità di lavare abiti e biancheria è estremamente insufficiente, creando ulteriori condizioni di insalubrità. Il consigliere ha inoltre sottolineato che, a differenza degli anni precedenti (2023 e 2024), gli è stato impedito l’ingresso nella struttura, nonostante ripetute richieste di autorizzazione. Questa chiusura al controllo pubblico rende più difficile verificare e risolvere le criticità segnalate.
Richiesta d’intervento e quadro del piano di trasformazione
Di Lenardo ha concludo con un appello diretto alla Prefettura e all’azienda gestore del centro, chiedendo un intervento “immediato” per garantire i requisiti minimi di idoneità sanitaria e umana. Contestualmente, il sito è al centro di un progetto di riqualificazione promosso dall’Agenzia del Demanio, che prevede la demolizione dei fabbricati più fatiscenti e la creazione della futura “Cittadella della Sicurezza”. Tuttavia, finché le sezioni adibite a CAS rimangono operative, le autorità devono assicurare standard adeguati. La denuncia di Di Lenardo punta così a far emergere la necessità di un monitoraggio costante e di eventuali provvedimenti correttivi prima che la trasformazione urbana possa procedere in condizioni di rispetto dei diritti umani.



