Il regista premiato con l’Oscar, Gabriele Salvatores, ha scelto la splendida cornice di Trieste per le riprese del suo nuovo lungometraggio, La variante di Lüneburg. Si tratta di un noir che si immerge nel mondo degli scacchi, ispirato all’omonimo romanzo di Paolo Maurensig. Le riprese, avviate nell’anno corrente, si svolgeranno per nove settimane alternando la capitale triestina e Roma, coinvolgendo una notevole quantità di maestranze locali.
La sceneggiatura, definita dal regista come un duello che si estende per più di quarant’anni, mette in scena due avversari che combattono sul “campo di battaglia” di una scacchiera. Salvatores descrive gli scacchi come “lo sport più violento che esista e, forse, il meno cinematografico”, sottolineando la sfida di tradurre in immagini quella dimensione magica, esoterica e misteriosa che l’autore aveva immaginato.
Location triestine: musei, caffè e una vecchia polveriera
Il cuore produttivo del film è la città di Trieste, dove il team ha già girato al Camera di Commercio, al Museo Sartorio, all’edificio storico delle Poste e alla sontuosa Villa Tripcovich. Altri set includono i famosi caffè San Marco e Tommaseo, nonché il Museo Revoltella. Nei dintorni, la produzione ha sfruttato l’atmosfera industriale dell’ex polveriera di Borgo Grotta Gigante, aggiungendo un tocco di rustica austerità alle scene più intense.
Una delle sequenze più suggestive è stata girata nella libreria di Saba, dove l’attore Damian Hardung ha interpretato una parte chiave del racconto. Il continuo cambio di ambientazione richiede una logistica complessa: la scenografia, la fotografia e la direzione artistica devono adattarsi rapidamente a spazi così diversi, ma il risultato promette una ricchezza visiva senza precedenti.
Il cast stellato e le motivazioni dei protagonisti
Nel progetto hanno aderito volti noti del cinema italiano e internazionale: Toni Servillo, Sebastian Koch, Damian Hardung, Eduardo Scarpetta e Thomas Prenn. Servillo ha definito Salvatores “un direttore d’orchestra”, sottolineando la capacità del regista di guidare il racconto con dedizione e passione, e ha ammesso di godersi la città nei momenti liberi dal set, apprezzando gli “scorci di Saba”.
Hardung, al suo primo incontro con Salvatores, ha parlato della “sfida” di recitare in due lingue – italiano e tedesco – e dell’onore di lavorare al fianco di Servillo, da cui sta “apprendendo molto”. Anche il regista ha espresso entusiasmo: “Trieste è una città che rivela continuamente dei tesori, soprattutto in termini di palazzi e scorci inaspettati”.
Impatto regionale e collaborazione istituzionale
La scelta di girare a Trieste dimostra il legame forte tra la Friuli Venezia Giulia e il cinema d’autore. La produzione, curata da Raffaella Leone e Andrea Leone per Lotus Production, ha ricevuto il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Comune di Sgonico. La commissione ha evidenziato come il territorio offra professionalità di alto livello e una capacità organizzativa che rende la regione ideale per grandi produzioni nazionali e internazionali.
L’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha sottolineato che il film, radicato nell’opera di un autore goriziano, è “un motivo di orgoglio” per la regione, contribuendo a promuovere l’identità di una terra di confine attraverso il cinema. Con la distribuzione italiana affidata a 01 Distribution e le vendite internazionali gestite da Rai Cinema International Distribution, il progetto è pronto a raggiungere un pubblico ampio, mettendo in luce la bellezza di Trieste e la maestria di Salvatores.



