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Crescita delle assunzioni in Friuli Venezia Giulia a ottobre

Le imprese del Friuli Venezia Giulia stimano 10.580 assunzioni a ottobre e 26.410 per ottobre-dicembre; servizi e manifattura guidano la domanda, ma il mismatch supera il 55%.

Crescita delle assunzioni in Friuli Venezia Giulia a ottobre

Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono per il mese di ottobre 2026 un totale di 10.580 assunzioni pari a un aumento del 5,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Per il trimestre ottobre-dicembre le entrate programmate salgono a 26.410 segnando un quadro complessivamente positivo per l’occupazione regionale.

Questi dati, resi noti dalle camere di commercio locali insieme agli enti competenti, mostrano come la domanda di lavoro in regione superi sia la media del Nord-Est (+4,9%) sia quella nazionale (+3,7%). Allo stesso tempo, emerge con forza un problema strutturale: la difficoltà di reperimento delle figure richieste rimane elevata.

Settori che assorbono la maggior parte delle nuove entrate

La componente più consistente della domanda è rappresentata dai servizi che concentrano 6.780 ingressi equivalenti al 64,1% del totale. All’interno del comparto servizi spiccano turismo e ristorazione con 2.120 assunzioni previste e il commercio con 1.410 entrate programmate. L’industria complessivamente assorbe 3.140 nuovi addetti, suddivisi in 2.360 nella manifattura e 790 nelle costruzioni. Il settore agricolo pesa per 660 ingressi.

Composizione demografica e tipologie contrattuali

Tra le assunzioni previste il 30% è rivolto agli under 30 mentre il 28,4% riguarda lavoratori stranieri. I contratti a tempo indeterminato insieme agli apprendistati coprono il 20,3% delle entrate programmate, a indicare una quota consistente di rapporti di lavoro stabili o finalizzati alla formazione professionale.

Mismatch tra domanda e offerta: numeri e voci istituzionali

La difficoltà di reperimento riguarda il 55,1% delle posizioni aperte in regione, valore nettamente superiore alla media italiana del 43,6%. In particolare, nel 37% dei casi la causa è la carenza di candidati, mentre nel 13,7% la preparazione dei profili disponibili risulta inadeguata rispetto alle richieste delle imprese.

Giovanni Da Pozzo, presidente della camera di commercio di Pordenone-Udine, sottolinea che «le stime d’assunzione elaborate dalle nostre imprese per il mese di ottobre indicano un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dimostrando la reattività del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia sia nei confronti della media nazionale sia del Nord-Est». Da Pozzo evidenzia però che il dato del mismatch «supera il 55 per cento a livello regionale e sfiora il 58 per cento in provincia di Udine» e invita a rafforzare politiche di orientamento e il potenziamento degli ITS Academy per riallineare i percorsi formativi ai fabbisogni del mercato.

Anche Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia mette in rilievo la persistente «mancanza di figure professionali da assumere» e spiega che in un terzo dei casi la responsabilità è «l’assenza di una adeguata preparazione». Paoletti chiede un intervento a tutto campo che coinvolga scuole, enti di formazione e università, considerando anche l’andamento di domanda del mercato del lavoro nel medio-lungo periodo.

Il quadro regionale descrive quindi una doppia realtà: da un lato una crescita delle opportunità di impiego con numeri superiori alla media nazionale; dall’altro una difficoltà significativa nel reperire candidati adeguati, che rischia di limitare la capacità delle imprese di trasformare le intenzioni di assunzione in contratti effettivi.

Implicazioni per il mercato del lavoro locale

La predominanza del settore servizi e la rilevanza della manifattura indicano dove si concentrano le esigenze formative e occupazionali: il turismo il commercio e la manifattura richiedono competenze specifiche e numeri significativi di personale. La combinazione di alta domanda e elevato tasso di mismatch suggerisce che interventi mirati su orientamento, istruzione tecnica e formazione continua potrebbero avere impatti concreti sulla riduzione delle difficoltà di reperimento.

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