Durante gli incontri annuali della World Bank e del FMI tenutisi a Bangkok, Generali e la Banca Mondiale hanno formalizzato un memorandum d’intesa volto a stimolare l’impiego di capitali privati nei mercati emergenti dell’Asia. L’accordo prevede la creazione di prodotti assicurativi e di investimento specifici per economie che, pur mostrando una crescita rapida, rimangono vulnerabili a shock climatici e demografici. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la resilienza finanziaria di queste regioni, considerandola un fattore chiave per la stabilità macro-economica globale.
Obiettivi di investimento e mobilizzazione di capitali
Il fulcro della collaborazione riguarda la capacità di indirizzare capitali istituzionali verso mercati di frontiera come Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Thailandia, Malesia e Vietnam. Generali, che nel 2025 ha raccolto 9,1 miliardi di premi e ha generato un risultato operativo di 285 milioni, intende sfruttare la propria presenza nella regione per strutturare fondi dedicati a progetti infrastrutturali, energia pulita e sviluppo urbano. La Banca Mondiale, dal canto suo, offrirà supporto metodologico e una rete di valutazione dei rischi per garantire che gli investimenti rispettino criteri ambientali, sociali e di governance.
Strutture d’investimento per mercati di frontiera
Le nuove opportunità includeranno veicoli d’investimento a capitale misto, combinando risorse private con co-finanziamenti pubblici. L’obiettivo è creare meccanismi di condivisione del rischio che rendano più appetibili le operazioni in contesti ad alta volatilità. Generali, grazie alla sua esperienza assicurativa, parteciperà alla definizione di clausole di protezione contro eventi estremi, mentre la Banca Mondiale fornirà analisi macroeconomiche e scenari di stress testing per valutare la sostenibilità a lungo termine.
Le tre linee assicurative focalizzate sull’Asia
La partnership prevede, nella prima fase, l’attivazione di tre pilastri assicurativi specifici per la regione asiatica. Il primo riguarda la copertura per l’invecchiamento della popolazione in linea con il programma Silver Economy della Banca Mondiale, mirato a proteggere pensionati e famiglie da rischi sanitari e di lunga degenza. Il secondo pilastro è costituito da soluzioni agricole contro rischi climatici con polizze che coprono danni da inondazioni, siccità e tempeste, fondamentali per proteggere la sicurezza alimentare di milioni di contadini.
Protezione da catastrofi naturali e climatiche
L’ultimo ambito prevede lo sviluppo di prodotti per la protezione da catastrofi naturali come terremoti, tsunami e uragani, attraverso strutture assicurative scalabili e aggregabili a livello regionale. Le due parti collaboreranno per creare fondi di riserva, simili a quelli usati per la riassicurazione, capaci di distribuire rapidamente le risorse in caso di emergenza. Inoltre, verranno sperimentati meccanismi di sharing del rischio climatico tra diversi paesi emergenti, favorendo una risposta coordinata a eventi estremi.
Impatto atteso e prossime tappe
Andrea Sironi, presidente di Generali, ha dichiarato che l’accordo rappresenta una risposta concreta a una realtà in cui le soluzioni assicurative diventano indispensabili per famiglie, imprese e governi. Ajay Banga, presidente del Gruppo Banca Mondiale, ha sottolineato il ruolo complementare delle assicurazioni nella protezione degli investimenti pubblici e nella promozione di nuove opportunità di sviluppo. Nei prossimi mesi, le due organizzazioni organizzeranno workshop tecnici a Bangkok e a Singapore per definire i dettagli operativi, avviando così una serie di progetti pilota destinati a testare l’efficacia dei nuovi prodotti nei contesti più vulnerabili.



