Il 9 ottobre 2026 la nave scuola Amerigo Vespucci è ormeggiata al Molo Bersaglieri, accanto alla Stazione Marittima di Trieste, Dopo 156 giorni di navigazione, più di 15 000 miglia solcate e tre mesi di tappe internazionali, la storica imbarcazione, varata nel 1931, torna nella sua patria per una serie di incontri, premi e dibattiti che hanno coinvolto istituzioni, industria e società civile.
Eventi di chiusura: talk, regata e premi a bordo del Vespucci
Nel villaggio temporaneo denominato “In Italia”, allestito nei pressi del porto, si sono succeduti quattro momenti chiave. Il primo talk, intitolato “Il dominio subacqueo l’Italia protagonista dell’underwater mondiale”, ha riunito l’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, la presidente della Fondazione Polo Nazionale della Dimensione Subacquea Roberta Pinotti e il presidente di Fincantieri Biagio Mazzotta. La discussione ha spaziato dalle tecnologie di monitoraggio dei cavi sottomarini alla sicurezza delle infrastrutture critiche, evidenziando il ruolo strategico dell’Italia nel settore underwater europeo.
Le nuove rotte dell’Artico
Il secondo panel, “Le nuove rotte mondiali la sfida dell’Artico”, ha visto la partecipazione della sottosegretaria di Stato alla Difesa Isabella Rauti insieme a rappresentanti del mondo scientifico e dell’industria navale. I relatori hanno illustrato le opportunità commerciali offerte dal disgelo polare e le implicazioni per la sicurezza nazionale, sottolineando la necessità di un approccio integrato tra difesa e commercio.
Nel pomeriggio a bordo del Vespucci si è svolta la premiazione della regata “Marina Militare Nastro Rosa Veloce”, la più lunga mai realizzata nel Mediterraneo. Il podio è stato occupato dal team tedesco Team MW seguito dai francesi di Caracole Rorc e dal gruppo inglese Red Dragon. L’ammiraglio Berutti Bergotto ha concluso sottolineando che “non c’è sviluppo se non c’è sicurezza”, enfatizzando il legame tra capacità industriale, cantieri navali e tutela di chi opera in mare.
“Un caffè sul Vespucci”: incontri diretti con i protagonisti
Lo stesso giorno, la nave ha ospitato due sessioni di confronto in diretta streaming su. Alle 11:00, il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, ha raccontato il proprio percorso professionale, illustrando le politiche di sostegno al settore manifatturiero italiano. Alle 12:30, la ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha condiviso le proprie esperienze, evidenziando i progetti inclusivi che legano sport, tecnologia e partecipazione sociale.
Il viaggio della memoria americana: da Tunisi a Brancoli
Parallelamente alle celebrazioni triestine, tre amici di origine statunitense – Riccardo Notini, George Coblyn e Robert Coughlin – hanno concluso il loro “viaggio della memoria” sul territorio toscano. Partiti il 29 settembre dalla Tunisia, hanno ripercorso le rotte della Seconda Guerra Mondiale attraversando Sicilia, Anzio, Cassino, Roma e la Valle del Serchio, fino a giungere a Brancoli per il “Brancoli Liberation Day”.
Storie familiari intrecciate
Riccardo Notini porta con sé le radici di una famiglia partigiana di Barga: sua madre, Anna Lucherini, è nata a Barga, mentre suo padre, Elio Notini, combatté come partigiano nel 1944. George Coblyn, figlio di George H. Coblyn, veterano afro-americano decorato con la Bronze Star, ricorda l’aiuto offerto a suore e orfani a Barga, in prossimità del convento che oggi si affaccia sulla casa di Anna. Infine, Robert Coughlin ripercorre il percorso del padre, Robert J. Coughlin, dalla campagna di Tunisia all’invasione della Sicilia, passando per la Linea Gustav e la campagna Roma-Arno.
Il culmine del loro percorso è stato il “Brancoli Liberation Day”, organizzato dal Comitato Linea Gotica Brancoli. Dopo una visita guidata alle fortificazioni del Monte Pittone, i tre amici hanno partecipato al pranzo tipico, hanno esplorato il Museo della Memoria, dove è dedicata una sala al sergente Ivan J. Houston della 92ª Divisione “Buffalo”, e hanno assistito alla parata commemorativa. Durante la cerimonia è stata letta una lettera in onore dei loro padri, sottolineando il legame tra le generazioni e la continuità della memoria storica.
Riflessioni congiunte sul ruolo della difesa e della memoria
Le due realtà, seppur distanti, mostrano un punto di convergenza: la centralità della sicurezza – che sia marittima o storica – per lo sviluppo di una nazione. Mentre il Vespucci pone l’accento sulla sicurezza delle rotte marittime e delle infrastrutture subacquee, il viaggio dei tre americani evidenzia l’importanza di preservare la memoria dei conflitti che hanno plasmato il territorio italiano. Entrambi gli eventi, celebrati nello stesso weekend, offrono spunti per riflettere su come il passato, la tecnologia e la solidarietà possano guidare il futuro.



