11 Ottobre 2026 🌤 18°

Katana da 96 cm sequestrata a Campoformido: fermato un 30enne

Un 30enne è stato bloccato a notte fonda a Campoformido con una katana legata alla schiena: l’arma è finita tra le mani dei Carabinieri.

Katana da 96 cm sequestrata a Campoformido: fermato un 30enne

Durante la notte compresa tra sabato 10 e domenica 11 ottobre, le strade silenziose di Campoformido sono state attraversate da un giovane in bicicletta, con una katana legata sulla schiena. Il ciclista, residente nella Bassa friulana, era visibilmente fuori luogo per l’orario, attirando l’attenzione di una pattuglia di Carabinieri impegnata in una missione di prevenzione contro furti e rapine. L’intervento ha portato alla scoperta di un’arma tradizionale giapponese, la cui presenza è risultata innaturale in un contesto rurale italiano, soprattutto a quell’ora.

Carabinieri di Udine fermano il ciclista durante il turno notturno

La Sezione Radiomobile della Compagnia di Udine, sottoposta a un servizio di contrasto ai reati predatori, ha notato il ciclista mentre percorrieva la via principale del paese. L’ombra del veicolo, l’assenza di altri pedoni e il fatto che l’uomo si muoveva con una cerniera luminosa di biciclette hanno spinto gli agenti a fermarlo per un controllo di routine. Gli operatori hanno chiesto l’identificazione e, con un rapido sopralluogo, hanno scoperto la presenza di un oggetto insolito legato alla parte posteriore del suo busto.

Avvicinatisi con la consueta cautela, gli agenti hanno osservato la forma affusolata che spuntava dal retro del mantello del giovane. Il profilo di una lama, ben visibile nonostante il buio, è stato immediatamente riconosciuto come una katana tipica spada dei samurai. Il 30enne, sorpreso dall’intervento, è stato sottoposto a una perquisizione e l’arma è stata rimossa per essere posta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Katana sequestrata: dimensioni e particolarità dell’oggetto

Lunghezza totale e misura della lama

Il manufatto confiscato presentava una lunghezza complessiva di 96 centimetri con una lama che misurava 66 centimetri. Tali dimensioni lo collocano nella categoria delle armi bianche più lunghe rispetto ai normali coltelli consentiti dalla legislazione italiana. La struttura della spada, realizzata in acciaio tradizionale, era completa di manico avvolto in corda, tipico delle repliche giapponesi, ma comunque considerata un oggetto potenzialmente pericoloso nel contesto del porto di armi previsto dal codice penale.

Gli specialisti del reparto scientifico dei Carabinieri hanno verificato l’autenticità apparente della katana, sottolineando che, sebbene possa trattarsi di una riproduzione, la sua dimensione supera di gran lunga i limiti previsti per oggetti da porto privato. La presenza della lama di 66 cm ha determinato la classificazione dell’oggetto come “arma da taglio”, soggetta a sequestro immediato e a eventuali restrizioni legali.

Al termine dell’operazione, il giovane è stato deferito in libertà ma è stato formalmente denunciato per porto di armi o oggetti atti ad offendere reato disciplinato dagli articoli del codice penale dedicati alla detenzione di armi senza autorizzazione. La denuncia è stata redatta dalla Sezione Radiomobile e sottoposta al pubblico ministero competente, mentre la katana è rimasta sotto custodia dell’autorità giudiziaria per le successive indagini.

Il caso ha suscitato l’interesse delle autorità locali, che hanno ribadito l’importanza della vigilanza notturna su strade poco trafficate, soprattutto in zone rurali come la Bassa friulana. Il sequestro della spada giapponese rappresenta un chiaro esempio di come il rispetto delle norme sul porto di armi sia fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini, anche quando l’oggetto in questione proviene da tradizioni culturali lontane da quelle italiane.

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