Pallacanestro Trieste ha ottenuto la concessione provvisoria del PalaRubini dal Comune di Trieste per la stagione 2026-27, con delibera approvata su proposta dell’assessore allo Sport Elisa Lodi. Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026.
La decisione è stata resa nota dopo mesi di trattative e garantisce che la squadra potrà continuare a giocare nella sua casa storica, assicurando continuità sportiva e gestione dell’impianto. L’intesa era necessaria dopo che la gara per la gestione era andata deserta e dopo il fallimento delle ipotesi di project financing.
Termini economici e scadenze
Il Comune ha stanziato un contributo complessivo di 630.607,58 euro per sostenere la gestione del PalaRubini. Di tale somma, circa 130 mila euro saranno destinati a compensare il canone di concessione e 500 mila euro saranno erogati come contributo in conto spese correnti.
Il pagamento del contributo avverrà in due tranche: il primo 50% sarà erogato entro il 15 dicembre 2026 e il restante entro il 31 marzo 2027. La concessione provvisoria è stata disposta fino al 30 giugno 2027 termine che consente alla società di pianificare la stagione sportiva 2026-2027.
Ruoli e responsabilità nella gestione
La gestione operativa del PalaRubini resterà a carico della Pallacanestro Trieste, che si assumerà i costi di funzionamento dell’impianto. La delibera stabilisce che il Club dovrà garantire la manutenzione e il godimento dell’arena in conformità alle norme vigenti e agli obblighi concordati con il Comune.
Il percorso per arrivare all’intesa ha visto il coinvolgimento della nuova proprietà del Club e dei soci di minoranza, con interlocuzioni prolungate che hanno portato a un accordo ritenuto necessario per preservare il rapporto tra squadra e città.
Dichiarazioni ufficiali
L’assessore allo Sport Elisa Lodi ha commentato la delibera con queste parole: “Ci abbiamo sempre creduto ed anche nei momenti più complessi i contatti e le interlocuzioni prima con il solo GM Arceri e poi con tutta la nuova società ed i soci di minoranza, ci hanno fatto diventare una squadra per arrivare al risultato nel pieno rispetto delle regole”.
Il sindaco Roberto Dipiazza ha dichiarato: “Ora guardiamo avanti con fiducia — commenta il Sindaco — con l’obiettivo di continuare a lavorare per il futuro del basket triestino. Ora come solo Trieste sa fare, appoggiamo con l’entusiasmo di sempre la nostra squadra”.
Il presidente della società, Josh Hiller ha espresso soddisfazione: “Siamo grati al Comune e alla Regione per il lavoro svolto nel portare avanti questo processo. È chiaro che condividiamo un obiettivo comune: Trieste è la nostra casa e desideriamo fortemente che la Pallacanestro Trieste continui a giocare qui, davanti ai nostri tifosi, nell’arena che questo Club e questa comunità considerano casa”.
Il General Manager Michael Arcieri ha aggiunto una valutazione sulle responsabilità gestionali: “Gestire il PalaRubini preservando sia il suo ruolo sportivo sia la sua importante funzione di risorsa per la collettività comporta costi e responsabilità notevoli per il Club. Auspichiamo che la delibera odierna rappresenti un passo importante verso un accordo per la prossima stagione, e non vediamo l’ora di continuare a lavorare insieme verso una soluzione a lungo termine, stabile e sostenibile, che consenta alla Pallacanestro Trieste, al PalaRubini e alla comunità che esso serve di prosperare per molti anni a venire”.
Contesto e sviluppi precedenti
La vicenda trae origine da problemi di gestione iniziati nel 2016 e acuiti dal periodo del Covid, che hanno reso complesso trovare soluzioni strutturali. Il Comune aveva bandito una gara per la gestione del palazzetto andata deserta e aveva valutato il project financing prima di optare per la concessione provvisoria.
Con l’accordo approvato, la Pallacanestro Trieste si è assicurata la possibilità di programmare la stagione 2026-27 al PalaRubini, mentre l’amministrazione comunale ha inteso garantire un contributo economico straordinario per sostenere l’operatività dell’impianto e il rapporto con i tifosi.
Le parti hanno indicato l’intenzione di continuare il confronto per definire una soluzione stabile e sostenibile nel medio termine, senza che la delibera attuale indichi vincoli diversi da quelli economici e temporali già specificati.



