Un caso di presunta corruzione elettorale sta tenendo banco a Udine. Al centro dell’inchiesta ci sono il sindaco Alberto Felice De Toni il consigliere di opposizione Stefano Salmè e la moglie di quest’ultimo, Daniela Perissutti. La vicenda, nata da un esposto dei consiglieri di opposizione, riguarda alcune nomine considerate illecite dopo le elezioni amministrative del 2026.
Le nomine contestate e l’esposto del centrodestra
Tutto è iniziato con un esposto presentato da alcuni consiglieri comunali di opposizione. Nel documento, venivano segnalati due presunti accordi elettorali ritenuti illeciti. Il primo riguardava un’intesa tra De Toni e Ivano Marchiol candidato sindaco poi diventato assessore ai Lavori pubblici. Il secondo episodio era legato alla nomina di Perissutti a vicepresidente di Arriva Udine società partecipata del Comune.
La posizione della Procura e le archiviazioni
Per quanto riguarda l’accordo con Marchiol, la Procura ha disposto l’archiviazione, non rilevando ipotesi di reato. Più complessa, invece, la situazione relativa a Salmè e Perissutti. Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, ma il giudice per le indagini preliminari, Camilla Del Torre ha respinto la richiesta, ordinando ulteriori accertamenti.
L’opposizione alla seconda richiesta di archiviazione
Dopo nuove verifiche, lo stesso pubblico ministero ha presentato una seconda richiesta di archiviazione. Tuttavia, il legale dei consiglieri del centrodestra, Maurizio Miculan ha depositato un’opposizione. Questa sarà discussa a settembre davanti al giudice per l’udienza preliminare. Attualmente, nel registro degli indagati risultano iscritti De Toni, Salmè e Perissutti per l’ipotesi di reato di corruzione elettorale.
Il sindaco De Toni, difeso dall’avvocato Luca Ponti ha espresso fiducia nell’operato della Procura e dei magistrati del Tribunale. Secondo De Toni, l’udienza di settembre è un atto dovuto poiché nonostante le richieste di archiviazione, i querelanti hanno scelto di opporsi. Il codice di procedura penale prevede che, in caso di opposizione, il giudice debba comunque fissare un’udienza.
L’udienza di settembre rappresenta un passaggio obbligato per la mera opposizione dei consiglieri di centro destra. Il giudice dovrà valutare se accogliere la richiesta di archiviazione della Procura oppure disporre ulteriori approfondimenti. L’iscrizione nel registro degli indagati, inoltre, non comporta alcun accertamento di responsabilità.



