Trieste è stata al centro di un intenso dibattito internazionale grazie a un convegno che ha visto la partecipazione di ministri israeliani in videocollegamento. L’evento, tenutosi presso il palazzo della Regione, ha suscitato reazioni contrastanti, con proteste all’esterno e dichiarazioni forti all’interno.
Il convegno, intitolato “Italia e Israele: l’una nello sguardo dell’altra”, ha visto la partecipazione di esponenti di spicco del governo israeliano, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e il ministro per gli Affari della diaspora Amichai Chikli. L’incontro è stato organizzato dall’associazione E361, presieduta da Michela Ebreo, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra i due paesi.
Proteste all’esterno del palazzo della Regione
All’esterno del palazzo della Regione, un gruppo di manifestanti ha espresso il proprio dissenso contro l’evento. Con bandiere palestinesi e kefiah, i manifestanti hanno sventolato foto della guerra in corso con la scritta “vergogna”. La polizia ha dovuto intervenire per mantenere l’ordine, creando un cordone di sicurezza intorno all’edificio.
Tra i manifestanti, circa una cinquantina, c’erano anche persone che hanno urlato “Palestina libera” all’arrivo dei relatori. Le proteste sono state organizzate in risposta alla partecipazione di esponenti del governo israeliano, in particolare in un momento di forte tensione nel conflitto in Medio Oriente.
Dichiarazioni forti all’interno del convegno
All’interno del convegno, i ministri israeliani hanno tenuto discorsi accesi, sottolineando la necessità di difendere Israele dalle minacce esterne. Gideon Sa’ar ha affermato che “Israele è sotto attacco da parte delle forze più estremiste e jihadiste del mondo, guidate dall’Iran”. Ha aggiunto che “dobbiamo difenderci, anche proattivamente con l’offesa”.
Amichai Chikli ha ricordato il ruolo storico di Trieste come “porta di Sion”, sottolineando l’importanza della città per il sionismo. Ha lodato le politiche migratorie stringenti di alcuni paesi europei, definendole un modo per proteggere le comunità ebraiche dall’antisemitismo. Chikli ha anche criticato l’alleanza tra “estrema sinistra e islamisti” in Europa.
La posizione di Fedriga e Dipiazza
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, hanno portato i saluti istituzionali. Fedriga ha criticato la propaganda che, a suo avviso, non riflette la verità sul conflitto in Medio Oriente. Ha affermato che “le istituzioni devono avere la forza e il coraggio di fare sentire altre voci, purtroppo spesso zittite dai mezzi di informazione”.
Dipiazza ha riconosciuto il “credito” di Israele per aver salvato sei milioni di vite durante la Shoah, pur ammettendo che ci sono anche aspetti negativi da considerare. Entrambi i rappresentanti istituzionali hanno sottolineato la vicinanza con la comunità ebraica di Trieste.
La voce dei pacifisti
Tra i partecipanti al convegno c’era anche Edna Calò Livne, una pacifista e candidata al premio Nobel per la Pace nel 2005. Livne ha dedicato 25 anni della sua vita a promuovere la convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi. Ha sottolineato l’importanza del dialogo e della comprensione reciproca per raggiungere una soluzione duratura al conflitto.
Livne ha criticato l’approccio aggressivo del governo israeliano, sostenendo che la violenza non porterà a una soluzione pacifica. Ha invitato a considerare le prospettive di entrambe le parti coinvolte nel conflitto, sottolineando la necessità di un approccio basato sulla giustizia e sull’uguaglianza.
Il convegno si è concluso con un concerto del The New Original Klezmer Ensemble in piazza Verdi, offrendo un momento di riflessione e di cultura in un contesto di forte tensione politica.



