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Ariel Bulshtein:

Ariel Bulshtein, consigliere del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che una riconciliazione tra Israele e palestinesi è impossibile e ha criticato gli aiuti umanitari a Gaza.

Ariel Bulshtein:

In un convegno tenutosi a Trieste il 9 luglio, Ariel Bulshtein, consigliere del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha espresso una visione intransigente riguardo al conflitto tra Israele e palestinesi. Secondo Bulshtein, una riconciliazione tra le due parti è impossibile e ha criticato aspramente le pressioni internazionali su Israele per ulteriori concessioni territoriali.

Il convegno, intitolato ‘Italia e Israele: l’una nello sguardo dell’altra’, ha visto Bulshtein delineare una visione polarizzata del conflitto, inserendolo in una più ampia lotta di civiltà tra il mondo occidentale e le ideologie totalitarie. Il consigliere ha sostenuto che Israele e l’Europa condividono una minaccia esistenziale e dovrebbero rafforzare la loro alleanza.

La posizione di Bulshtein sugli aiuti umanitari a Gaza

Uno dei temi più controversi affrontati da Bulshtein riguarda il blocco e i ritardi nella distribuzione degli aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza. Difendendo la linea del governo israeliano, ha sostenuto che nessun altro Stato sarebbe chiamato a garantire rifornimenti a un’organizzazione considerata nemica.

‘Nessun altro paese al mondo è obbligato a far passare forniture al proprio nemico’, ha dichiarato Bulshtein, aggiungendo che ‘il cibo nei camion umanitari sfama i soldati di Hamas’. Queste dichiarazioni arrivano mentre la questione dell’accesso agli aiuti continua a essere al centro del confronto internazionale, con numerose organizzazioni umanitarie e governi occidentali che chiedono un aumento delle forniture destinate alla popolazione civile della Striscia.

La sicurezza di Israele e l’Europa

Bulshtein ha ribadito la convinzione che la sicurezza di Israele sia strettamente legata a quella dell’Europa. ‘Se Israele venisse distrutto, l’Europa sarebbe la prossima’, ha affermato, sostenendo che Israele rappresenta una sorta di baluardo avanzato dell’Occidente contro le minacce provenienti dal fondamentalismo e dai movimenti ostili ai valori democratici.

Secondo il consigliere, Bruxelles e le capitali europee dovrebbero sostenere con maggiore decisione Israele. ‘In questa lotta di civiltà, l’Europa dovrebbe stare dalla parte di Israele, non soltanto perché Israele ne ha bisogno. Ma perché anche l’Europa ha bisogno di un Israele forte’, ha dichiarato.

La critica alla resistenza palestinese

Particolarmente duro è stato il passaggio finale dedicato alle diverse organizzazioni che compongono il fronte della resistenza palestinese. Bulshtein ha utilizzato una metafora provocatoria per descrivere le differenze tra le varie fazioni.

‘È come un dibattito tra cannibali su come cucinare la carne umana, uno vuole metterci del pepe gli altri no. La carne umana siamo noi’, ha affermato. Parole che confermano la linea del governo Netanyahu, sempre più orientata a escludere la possibilità di un dialogo con Hamas e con le organizzazioni armate palestinesi.

Il conflitto a Gaza continua a dividere la comunità internazionale e a rendere sempre più lontana qualsiasi prospettiva di riconciliazione politica. Bulshtein ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di un’alleanza forte tra Israele e l’Europa, affermando che ‘dobbiamo essere uniti, perché siamo sulla stessa barca’.

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