La morte è avvenuta nella tarda serata del 5 luglio 2026 sul raccordo autostradale in direzione Venezia, nel tratto noto come Prosecco nei pressi di Trieste. Un uomo di 65 anni, di origini croate e residente in Friuli, è rimasto coinvolto inizialmente in un sinistro con un mezzo pesante; dopo essere sceso dal proprio veicolo per verificare i danni è stato travolto da una Bmw sopraggiunta.
La dinamica, così come è stata ricostruita nella prima fase delle indagini, si è consumata in pochi istanti: il primo urto ha fermato la marcia del veicolo, la persona è scesa dall’abitacolo ed è stata investita da un’auto di passaggio. I soccorsi sono intervenuti, ma l’uomo è deceduto poco dopo per la gravità delle ferite.
Sequenza dell’investimento e posizione dei veicoli
Secondo le prime verifiche, la vettura della vittima aveva subito un impatto con un mezzo pesante evento che aveva interrotto la marcia senza lesioni immediate al conducente. Uscito dall’abitacolo per controllare i danni, l’uomo è stato colpito da una Bmw che transitava nella stessa corsia di marcia. Nell’urto il corpo è stato sbalzato in aria per alcuni metri prima di ricadere sull’asfalto.
Rilievi sulla visibilità e sulle distanze
La Polizia Stradale ha avviato rilievi per determinare con precisione la posizione dei veicoli dopo il primo impatto, il punto in cui l’uomo si trovava al momento dell’investimento e la traiettoria della Bmw. Tra gli elementi al centro degli accertamenti figurano la visibilità nella fascia oraria serale, la presenza di eventuali ostacoli alla vista e la distanza percorsa dal veicolo sopraggiungente prima dell’urto.
Soccorsi, identità della vittima e conseguenze
Al luogo dell’incidente sono intervenute le ambulanze, le automediche, l’elicottero del 118, i Vigili del fuoco e le pattuglie della Polizia Stradale. Nonostante l’immediato impegno dei soccorritori, l’uomo è deceduto poco dopo a causa delle ferite riportate. La vittima è stata identificata come Diuro Misljencevic 65 anni, di origini croate e residente a Muzzana del Turgnano in Friuli.
La vicenda evidenzia come la trasformazione da conducente protetto dall’abitacolo a pedone esposto alla carreggiata rappresenti un momento di massima vulnerabilità sulle arterie ad alta percorrenza, dove i margini di reazione per chi sopraggiunge sono ridotti.
Normativa e comportamento in caso di fermata su raccordo
Il Codice della Strada prevede che la fermata su rampe e raccordi sia ammessa solo per vere emergenze o per un guasto, con l’obbligo di spostare il veicolo nella corsia di sosta o nella piazzola più vicina. In assenza di aree protette, è raccomandata l’installazione del segnale mobile di pericolo a distanza adeguata (almeno 100 metri) e l’attivazione delle luci di emergenza. Queste prescrizioni mirano a ridurre il tempo di esposizione di persone e mezzi sulla carreggiata.
Elementi chiave affidati agli accertamenti
Le attività investigative dovranno stabilire, tra l’altro, la velocità della Bmw al momento dell’impatto, l’esatta sequenza temporale tra il primo urto e l’investimento mortale e la conformità della sosta alla normativa vigente. Queste misure sono essenziali per attribuire con precisione le responsabilità e per chiarire se siano state rispettate le cautele previste per fermarsi in sicurezza su un raccordo autostradale.
L’episodio richiama anche altri casi in cui la condizione di pedone improvvisato ha avuto esiti drammatici: la differenza cruciale resta il tempo disponibile per l’osservazione e la frenata, che in un tratto notturno o di scarsa visibilità si riduce a pochi secondi. Per chi percorre arterie ad alta velocità, l’apertura della portiera e l’uscita dall’abitacolo possono essere azioni estremamente rischiose se non posizionate in zone protette.
La magistratura e gli organi di polizia proseguiranno gli accertamenti tecnici per completare la ricostruzione dell’incidente e per determinare eventuali responsabilità penali o civili connesse alla morte dell’uomo.



