1 novembre 2026 🌧 10°

Progetto a Trieste per abitazioni multigenerazionali e senza barriere nel centro

Oggi a Trieste un accordo tra Fondazione CRTrieste, Itis, Comune e Azienda sanitaria apre la strada a condomini multigenerazionali nel centro, con l'obiettivo di "costruire un ecosistema urbano inclusivo" e integrare abitazione, servizi sociali e assistenza sanitaria di prossimità

Progetto a Trieste per abitazioni multigenerazionali e senza barriere nel centro

Oggi a Trieste è stato presentato un protocollo d’intesa che mette al centro la trasformazione di immobili situati nel centro di Trieste in soluzioni abitative pensate per persone anziane, con e senza necessità di assistenza. L’accordo coinvolge la Fondazione CRTrieste l’Itis il Comune di Trieste e l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina e nasce con l’intento di costruire un ecosistema urbano inclusivo per favorire sicurezza, autonomia e partecipazione sociale degli anziani.

Il progetto si concentra su tre immobili di proprietà dell’Itis situati in via ManzoniFoscolo e D’Azeglio. Attualmente gli edifici offrono un totale di 41 appartamenti, cifra che gli attori del protocollo ritengono ampliabile con gli interventi di rigenerazione urbana per soddisfare bisogni abitativi diversi e promuovere la vita di comunità.

Caratteristiche degli immobili e obiettivo dell’intervento

Le trasformazioni previste mirano a eliminare le barriere architettoniche e a dotare gli alloggi di soluzioni abitative innovative, pensate per anziani autosufficienti e non. Il progetto identifica gli immobili di via Manzoni, Foscolo e D’Azeglio come il fulcro di un modello sperimentale che integri residenza, servizi sociali, assistenza sanitaria di prossimità e attività collettive, favorendo così una convivenza intergenerazionale e il supporto dei servizi sanitari e sociali all’interno del tessuto urbano.

Spazi e capacità abitativa

Gli edifici contengono oggi 41 appartamenti ma il presidente dell’Itis, Aldo Pahor ha stimato che con la rigenerazione si possa arrivare a circa 50-60 abitazioni. Aggiungeranno valore al progetto la creazione di spazi comuni dove organizzare attività e iniziative rivolte agli abitanti, elementi ritenuti fondamentali per favorire la socialità e contrastare l’isolamento.

Ruolo dei partner istituzionali e dichiarazioni

La Fondazione CRTrieste partecipa offrendo risorse e indirizzi per la progettazione e la realizzazione. Come ha osservato il presidente della Fondazione, Massimo Paniccia“Si tratta di un’iniziativa nuova non solo a livello regionale – ma anche nazionale“; il consiglio della Fondazione deciderà a chi affidare la progettazione, con l’impegno a procedere in modo celere per rendere operativo il programma.

Integrazione dei servizi sanitari

L’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina interverrà per integrare le funzioni assistenziali legate alle abitazioni, come spiegato dal direttore amministrativo, Eugenio Possamai. La sua partecipazione punta a rafforzare l’integrazione dei servizi già esistenti e a mettere a disposizione competenze per creare soluzioni di vita e di abitare sostenibili e compatibili con differenti fragilità.

Il Comune di Trieste rappresentato dall’assessore alle Politiche sociali, Massimo Tognolli ha sottolineato la dimensione collettiva dell’iniziativa: il progetto è frutto di una “bella squadra” di partner con l’obiettivo condiviso di progettare oggi le condizioni in cui vivranno le persone anziane in futuro.

Impatti previsti e numero posti abitativi

La rigenerazione urbana dei tre immobili dovrebbe non solo migliorare l’accessibilità degli spazi, ma determinare anche un aumento della capacità ricettiva: da 41 appartamenti attuali fino, secondo le stime ufficiali, a 50-60 abitazioni. Questo incremento permetterebbe di accogliere un numero maggiore di anziani che desiderano rimanere nel loro contesto di vita, usufruendo al contempo di servizi di prossimità e di attività comuni pensate per favorire l’autonomia.

Nel complesso, l’intesa firmata oggi intende sperimentare un modello di convivenza urbana che unisca abitazione, assistenza e comunità locale, con l’ambizione dichiarata di costruire un ecosistema urbano inclusivo e replicabile.

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