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Gianluca Mauro interviene sulla cessione della Pallacanestro Trieste a un fondo estero

Gianluca Mauro, ex presidente della Pallacanestro Trieste, risponde alle dichiarazioni di Paul Matiasic e si dice disponibile a collaborare per il futuro del club

Gianluca Mauro interviene sulla cessione della Pallacanestro Trieste a un fondo estero

La Pallacanestro Trieste vive giorni di grande fermento. Dopo l’ufficializzazione del passaggio di proprietà a un fondo estero, Gianluca Mauro, ex presidente del club, ha deciso di intervenire con una dichiarazione ufficiale. Mauro, che aveva presentato una manifestazione d’interesse per rilevare la società, ha voluto chiarire la sua posizione in risposta alle recenti vicende societarie.

La dichiarazione di Gianluca Mauro

In un comunicato stampa, Mauro ha affermato di aver presentato una proposta concreta e strutturata per l’acquisizione della Pallacanestro Trieste 2004 S.r.l.. La sua offerta era basata su un impegno finanziario reale, con capitali già individuati e disponibili per la partecipazione al campionato di Serie A. Mauro ha sottolineato di aver collaborato con professionisti di comprovata serietà, come lo Studio Usoni & Partners e l’avvocato Maurizio Miculan, per certificare la solidità del progetto.

“Ho avviato interlocuzioni con altre realtà per attivare strumenti di sviluppo a beneficio non solo della parte sportiva, ma dell’intero territorio”, ha dichiarato Mauro. “L’obiettivo è sempre stato esplicito e dichiarato: un progetto per la città, sostenibile nel tempo e radicato nel tessuto locale.” Mauro ha inoltre espresso disappunto per la mancanza di riscontro alla sua manifestazione d’interesse, nonostante la sua disponibilità al dialogo.

Il contesto della cessione a un fondo estero

La decisione di cedere le quote a un fondo statunitense è arrivata dopo un periodo di grande turbolenza per il club triestino. Paul Matiasic, ex presidente, aveva inizialmente mantenuto aperta l’opzione di un trasferimento del titolo sportivo a Roma, ma ha poi fatto un passo indietro, cedendo le sue quote. Questa mossa ha scongiurato lo spettro del trasferimento del club, ma ha aperto una nuova fase di incertezza sulla governance della società.

Non va dimenticato che la questione societaria si intreccia con un nodo ancora irrisolto sul fronte infrastrutturale. La Pallacanestro Trieste aveva comunicato la propria scelta di non partecipare alla gara per la concessione del PalaRubini motivando la decisione con le condizioni economiche e gestionali fissate nel bando, ritenute non sostenibili. Il club aveva contestualmente richiesto un nuovo incontro urgente con le autorità locali, dichiarandosi impegnato nella ricerca di sponsor e nuovi investitori.

La mobilitazione dei tifosi e il futuro del club

La mobilitazione popolare che aveva accompagnato le settimane più calde della vicenda aveva dimostrato quanto la città tenga al proprio club. I tifosi biancorossi erano scesi in campo con manifesti affissi in diversi quartieri e una petizione online che aveva raccolto migliaia di firme, con lo slogan “Tutto questo non può finire” diventato il simbolo della resistenza della piazza giuliana. Anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, aveva preso posizione, dichiarando di voler fare chiarezza sulla situazione.

Gianluca Mauro, che ha un curriculum di tutto rispetto nel mondo della pallacanestro triestina, ha confermato la sua piena disponibilità al confronto. “La porta resta aperta: qualora vi fosse la reale volontà di costruire qualcosa di serio e duraturo per la pallacanestro a Trieste, siamo pronti a sederci al tavolo e a fare la nostra parte”, ha dichiarato Mauro,

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