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Paghetta e risparmio in Friuli Venezia Giulia: come le famiglie preparano i figli al futuro

A Friuli Venezia Giulia la paghetta resta uno strumento usato da molti genitori per insegnare il valore del denaro: percentuali, strumenti di risparmio e priorità indicate dall'Osservatorio Sara Assicurazioni in un'analisi regionale.

Paghetta e risparmio in Friuli Venezia Giulia: come le famiglie preparano i figli al futuro

29 giugno 2026 – ore 11:00. In Friuli Venezia Giulia la tradizione della paghetta continua a vivere nelle case come primo banco di prova per l’educazione finanziaria dei ragazzi: il 66% dei residenti la considera ancora oggi un metodo efficace per insegnare la gestione di piccole risorse e la necessità di fare scelte. Questa cifra emerge dall’indagine condotta dall’Osservatorio Sara Assicurazioni e offre uno spaccato sulle pratiche domestiche e sulle preoccupazioni che accompagnano le famiglie.

Il tema non è soltanto simbolico: affidare una somma periodica ai figli diventa per molti genitori un esercizio pratico di autonomia e responsabilità, utile a comprendere che le risorse non sono illimitate. Accanto alla paghetta, la ricerca segnala altri strumenti e comportamenti che integrano l’apprendimento finanziario nei nuclei familiari della regione.

L’uso della paghetta e gli strumenti didattici in famiglia

Per il 66% dei rispondenti la paghetta rappresenta un primo passo fondamentale. Il 33% ritiene utile affidare ai ragazzi piccole somme da gestire in piena autonomia, mentre il 20% considera formativo il loro coinvolgimento nelle spese quotidiane, trasformando acquisti semplici in momenti di confronto e apprendimento. Anche il classico salvadanaio mantiene il suo ruolo: il 24% lo indica come strumento pratico per rendere visibile il concetto di accantonamento e per aiutare i più giovani a misurare il valore del denaro in modo concreto, anziché affidarsi solo a pagamenti digitali che risultano più astratti.

Perché il salvadanaio continua a servire

Il salvadanaio funziona come un meccanismo visivo che collega gesto e risultato: vedere crescere le monete aiuta a interiorizzare l’idea di risparmio. In una fase in cui molte paghette arrivano tramite bonifici e app, il contatto fisico con il denaro rimane un supporto utile per i più piccoli.

Timori delle famiglie e ostacoli al dialogo sui soldi

Non mancano preoccupazioni: il 45% degli intervistati ritiene che alcuni ragazzi non siano ancora maturi per gestire il denaro in autonomia. Tra i timori specifici, il 18% teme comportamenti impulsivi o superficiali nella gestione delle somme ricevute, mentre un altro 18% segnala che parlare di denaro resta per molte famiglie un tabù. Queste esitazioni emergono in un contesto più ampio di incertezza economica percepita dalle famiglie, che influisce sul modo in cui viene affrontata la preparazione finanziaria dei figli.

Il dubbio ricorrente è se anticipare ai giovani la conoscenza dei vincoli economici o mantenere più a lungo una parentesi di spensieratezza: alcune famiglie preferiscono intervenire gradualmente, altre invece ritengono necessario preparare i figli a un futuro caratterizzato da stipendi stagnanti e percorsi professionali meno lineari.

Investimenti, protezione e gli obiettivi delle famiglie

Nonostante i timori, la propensione ad assistere i figli rimane alta: il 70% degli intervistati si dichiara disposto a intervenire in vari momenti della crescita, dal sostegno agli studi fino a un aiuto per entrare nel mondo del lavoro. Tra gli obiettivi concreti indicati, il 39% cita il supporto al percorso di studi, il 37% l’aiuto per l’ingresso nel lavoro, e il 33% la creazione di un fondo per imprevisti, mentre il 27% sottolinea il peso del costo della vita come fattore che spinge a pianificare per tempo.

Le scelte di risparmio riflettono un approccio prudente: il 28% degli intervistati guarda con favore a polizze vita e prodotti assicurativi per accumulare risorse per i figli, il 23% preferisce il libretto di risparmio e il 13% considera l’investimento immobiliare come opzione. Alla base di queste decisioni restano la ricerca di protezione del capitale e la volontà di ottenere rendimenti stabili, indicati rispettivamente dal 30% e dal 32% degli intervistati.

In sostanza, molte famiglie del Friuli Venezia Giulia combinano pratiche quotidiane come la paghetta e il salvadanaio con strumenti finanziari più strutturati, con l’obiettivo condiviso di costruire una base di sicurezza che sostenga le future scelte dei figli e attenui l’incertezza legata al mercato del lavoro e al costo della vita.

L’articolo è a firma di Agata Cragnolin e riassume i dati principali dell’indagine dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, restituendo un quadro regionale che unisce tradizione e ricerca di strumenti finanziari moderni per proteggere il futuro delle nuove generazioni.

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