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British American Tobacco a Trieste: 275,6 milioni di euro di produzione e oltre 200 studi indipendenti

British American Tobacco a Trieste ha generato un impatto economico di 275,6 milioni di euro nel 2026, con oltre il 90% del valore aggiunto che rimane in regione. Scopri di più sugli investimenti e le sfide del settore.

British American Tobacco a Trieste: 275,6 milioni di euro di produzione e oltre 200 studi indipendenti

Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, a Bagnoli della Rosandra, sorge uno degli stabilimenti più importanti di British American Tobacco (BAT). Nel 2026, questo sito ha prodotto un indotto che vale oltre 270 milioni di euro, contribuendo significativamente all’economia locale e nazionale. Tuttavia, i vertici dell’azienda devono affrontare sfide importanti legate alle direttive europee che potrebbero determinare la vita o la morte del settore.

L’impatto economico e sociale di BAT Trieste

La Camera di commercio della Venezia Giulia a Trieste ha ospitato una conferenza stampa il 25 giugno 2026 per presentare i risultati dello studio commissionato da BAT al MIB Trieste School of Management. Lo studio, giunto alla sua terza edizione, ha evidenziato che nel 2026 l’impianto di produzione ha attivato una produzione complessiva pari a 275,6 milioni di euro nel sistema economico nazionale. Per ogni euro di produzione dell’azienda, si attiva un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro, con una quota superiore al 90% del valore aggiunto che rimane tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia.

Andrea Di Paolo, vicepresidente di BAT e presidente di BAT Trieste, ha sottolineato che l’obiettivo dello studio è capire se le scelte intraprese abbiano davvero la forza di condividere il valore. Secondo lo studio, oltre il 90% del valore aggiunto prodotto dall’azienda (ovvero 30 milioni di euro) rimane in regione, con Trieste che porta a casa l’89%. Con circa 400 dipendenti, dove l’età media si attesta sui 30 anni, quasi il 50% della forza lavoro è donna e una presenza di una trentina di nazionalità diverse, a Bagnoli della Rosandra il modello BAT è realtà.

Le sfide delle direttive europee

Nonostante i successi locali, BAT deve affrontare sfide significative a livello europeo. Sul tavolo della Commissione europea ci sono due direttive: una sulla tassazione e l’altra sul prodotto. Queste direttive possono determinare la vita o la morte del nostro settore e innescare un ridimensionamento degli investimenti o la fuga delle multinazionali dal nostro Paese. Andrea Di Paolo ha affermato che le minacce vengono da Bruxelles e che il governo italiano ha un compito importante: difendere questi investimenti a livello europeo.

BAT, dopo aver incassato le rassicurazioni da parte del governo, spera che le direttive siano bilanciate. Tuttavia, come ha concluso Di Paolo, l’Italia è uno dei 27 e non tutti i Paesi europei sono uguali. L’Italia è il primo produttore europeo di tabacco e rappresenta il primo paese per investimenti sui prodotti di nuova generazione.

Salute e sostenibilità

In risposta alle domande sulla salute, Di Paolo ha dichiarato che BAT ha lanciato da poco un compendio con oltre 200 studi indipendenti sulla riduzione del rischio. Siamo aperti con le istituzioni, soprattutto con il ministero della Salute, a confrontarci su basi scientifiche. Sulla crisi internazionale, il vicepresidente di BAT ha detto che al momento ci sono degli impatti che riusciamo ad assorbire ma l’instabilità non può durare a tempo indeterminato. Affinché una multinazionale possa operare in maniera serena c’è bisogno di sostenibilità.

Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia, ha dichiarato: I risultati dello studio MIB dimostrano che è possibile generare impatto economico e sociale tangibile mantenendo al tempo stesso una prospettiva globale. È esattamente questo equilibrio, tra radicamento locale e visione internazionale, che guida le scelte di BAT e che l’azienda vuole continuare a rafforzare.

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