Un incidente in mountain bike ha portato a un’operazione di salvataggio sopra Monrupino nel pomeriggio del 22 maggio. Un ciclista triestino di 48 anni, impegnato nella discesa su un sentiero sterrato, ha perso il controllo della bicicletta ed è finito contro una pianta, riportando più lesioni. La scena ha richiesto l’intervento rapido del soccorso alpino, che ha inviato quattro tecnici per prestare soccorso. Fin dalle prime fasi l’équipe ha valutato la situazione come complessa, determinando la necessità di una movimentazione attenta per evitare di aggravare eventuali danni interni.
Intervento e scelta del mezzo di trasporto
I soccorritori, giunti inizialmente con un veicolo di terra, hanno optato per l’attivazione dell’elisoccorso per trasferire il ferito al campo base. La decisione è stata presa per ridurre il dolore e il rischio di peggioramento durante il trasporto su strada: il sentiero, essendo sterrato e accidentato, avrebbe potuto esporre il paziente a sollecitazioni evitabili. Durante le operazioni hanno collaborato anche i vigili del fuoco, che hanno fornito supporto logistico e protezione dell’area. L’utilizzo dell’elicottero ha permesso un trasferimento più rapido e meno traumatico verso il punto di raccolta dove era pronta un’ambulanza per la destinazione finale.
Perché l’elisoccorso è stato preferito
La scelta di privilegiare il trasporto aereo è stata dettata da criteri medici e logistici: il paziente era considerato politraumatizzato, con una lesione principale al torace che richiedeva stabilizzazione immediata. Il movimento su un veicolo terrestre avrebbe potuto aumentare il dolore e complicare la gestione delle vie respiratorie o di possibili fratture costali. Inoltre, l’elisoccorso ha ridotto i tempi di evacuazione verso l’ospedale di riferimento, consentendo al team sanitario di continuare le cure durante il volo e diminuendo il rischio di complicazioni correlate al trasporto su fondi irregolari.
Interventi di stabilizzazione e prime cure
Sul posto i tecnici del soccorso alpino hanno eseguito le manovre di primo soccorso necessarie. Il paziente è stato imbarrellato per garantire immobilità durante la movimentazione e proteggere la colonna vertebrale; questa procedura è fondamentale quando si sospettano lesioni multiple. L’attribuzione della definizione di trauma toracico ha portato alla priorità delle manovre che riducono il rischio di compromissione respiratoria. Dopo il posizionamento sul verricello dell’elicottero, l’uomo è stato trasportato al campo base e poi trasferito in ambulanza all’ospedale di Cattinara, dove è tuttora in prognosi riservata.
Ruolo delle squadre e coordinamento
Il coordinamento tra i quattro tecnici del soccorso alpino, i vigili del fuoco e l’equipaggio dell’elisoccorso è stato essenziale per gestire la complessità dell’intervento in ambiente montano. Ogni figura ha avuto compiti specifici: valutazione e monitoraggio delle condizioni del ferito, predisposizione del trasporto in sicurezza, supporto alla logistica dell’elicottero e gestione della viabilità. Il lavoro sinergico ha permesso una risposta efficace, dimostrando l’importanza di piani di intervento consolidati nelle aree escursionistiche e nei sentieri frequentati da ciclisti.
Prevenzione e raccomandazioni per chi pratica mountain bike
Consigli pratici per ridurre i rischi
Incidente come questo sottolineano come anche percorsi familiari possano nascondere pericoli. Per chi si dedica alla mountain bike su sterrato è cruciale l’uso di equipaggiamento adeguato: casco certificato, protezioni toraciche e dorsali, luci e abbigliamento ad alta visibilità. È consigliabile pianificare l’uscita comunicando il percorso a persone di fiducia e portare con sé strumenti di comunicazione e dispositivi per la localizzazione. Infine, conoscere il numero di riferimento per le emergenze e le modalità di intervento delle squadre di soccorso in ambiente montano può fare la differenza nel tempestivo accesso alle cure.


