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Electrolux sospende licenziamenti per 50 giorni: cosa succede ora

Electrolux ha sospeso il piano di licenziamenti per 50 giorni. Scopri le reazioni delle istituzioni e dei sindacati e cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Electrolux sospende licenziamenti per 50 giorni: cosa succede ora

Electrolux ha sospeso per 50 giorni i licenziamenti e le chiusure in Italia dopo il vertice del Mimit tenuto a Roma lunedì 15 giugno 2026, aprendo un negoziato con governo, Regioni e sindacati. La tregua, comunicata al termine del confronto, blocca iniziative unilaterali e avvia tavoli tecnici per rivedere il piano che aveva acceso la vertenza su 1.700 esuberi.

La decisione è rilevante perché crea uno spazio per soluzioni industriali alternative e misure di salvaguardia occupazionale richieste dalle istituzioni. Il ministro Adolfo Urso ha definito il piano aziendale «irricevibile e inaccettabile», chiedendo «subito una svolta» e una proposta che valorizzi competenze e capacità produttive. Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026.

La decisione al Mimit e la tregua di 50 giorni

Al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno partecipato rappresentanti aziendali, organizzazioni sindacali, ConfindustriaRegioni e Comuni dei territori interessati. L’azienda ha dato disponibilità a non procedere con misure unilaterali per 50 giorni e, secondo quanto riferito al termine del vertice, l’amministratore delegato Ranieri ha manifestato apertura a rivedere l’impianto complessivo del piano. Il governo ha ribadito la propria netta contrarietà alle linee iniziali e ha sollecitato un fitto calendario di incontri con l’obiettivo di un accordo entro l’inizio di agosto, in coerenza con la finestra temporale della sospensione.

Reazioni di istituzioni e sindacati

Le reazioni hanno registrato un consenso cauto. Il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) ha definito la sospensione un passo interlocutorio, chiedendo la revoca definitiva del piano di dismissione e un sostegno strutturale al settore del bianco. Il segretario regionale di Sinistra Italiana Sebastiano Badin ha parlato di prima vittoria dei lavoratori, sollecitando governo e azienda a ritirare i licenziamenti. I parlamentari Pd Susanna CamussoDebora Serracchiani e Vinicio Peluffo hanno invitato a usare i 50 giorni per costruire argomenti solidi al tavolo. Per il Movimento 5 Stelle, la consigliera regionale Rosaria Capozzi ha chiesto impegni «chiari e verificabili» su occupazione e capacità produttiva degli stabilimenti.

Il ruolo di Confindustria e il perimetro europeo

Per Confindustria Alto AdriaticoMichelangelo Agrusti ha definito la sospensione un primo passo, ricordando che Electrolux è un’eccellenza industriale e che a Pordenone si sono consolidate competenze chiave. Confindustria lavora a una convergenza europea con altri Paesi produttori per un’azione comune a tutela del manifatturiero europeo e italiano dalla concorrenza asiatica e cinese. Le Regioni si sono dette pronte a misure di accompagnamento in caso di soluzioni condivise, mentre il governo ha rimarcato la necessità di un piano alternativo che salvaguardi produzione e lavoro in Italia.

Numeri della vertenza e mobilitazione nei territori

La crisi si è aperta l’11 maggio con la presentazione del piano di 1.700 esuberi in Italia, inclusi 262 posti nello stabilimento di Porcia. Le annunciate riduzioni hanno provocato presìdi delle maestranze davanti alle sedi aziendali e a Palazzo Chigi. A Roma, durante il vertice al Mimit, si è radunata una delegazione di lavoratori; nel Pordenonese è stata confermata la manifestazione di giovedì 18 giugno con partenza dai cancelli di Porcia verso il centro di Pordenone. La diocesi locale e la Commissione di Pastorale sociale e del lavoro hanno aderito al corteo esprimendo solidarietà alle famiglie coinvolte.

Dichiarazioni dal fronte lavoro e posizioni dell’azienda

Dal sito di Porcia, il rappresentante Rsu Fiom Pietro Mancino ha chiesto un intervento dell’esecutivo: «Ci aspettiamo che intervenga la premier Meloni, questa è una crisi industriale nazionale. Per Pordenone Electrolux è “la” fabbrica, ha importanza vitale». I vertici aziendali hanno richiamato criticità del mercato europeo degli elettrodomesticipressione dei produttori asiatici e contesto regolatorio comunitario per motivare la riorganizzazione. Con la sospensione delle misure unilaterali, l’azienda ha accettato un confronto tecnico per valutare modifiche al progetto e opzioni meno impattanti dal punto di vista occupazionalecon monitoraggio costante di istituzioni e parti sociali.

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