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Programma Falcone-Borsellino: l’Italia condivide strategie anti-crimine a Trieste

Il lancio del Programma Falcone-Borsellino alla sede dell'InCE mette in rete istituzioni di giustizia e sicurezza di sette paesi per scambiare competenze e sostenere la cooperazione operativa contro criminalità organizzata, corruzione e minacce digitali.

Programma Falcone-Borsellino: l’Italia condivide strategie anti-crimine a Trieste

Oggi, nella sede dell’Iniziativa Centro Europea (InCE) a Trieste, si è aperto il Programma Falcone-Borsellino destinato all’Europa centrale e sud-orientale. Promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel quadro del coordinamento della diplomazia giuridica, il progetto ha l’obiettivo di trasferire il modello italiano di eccellenza nel contrasto alla criminalità organizzata verso paesi partner della regione.

La riunione inaugurale ha visto la partecipazione di delegazioni composte da rappresentanti di ministeri della Giustizia e dell’Interno, procure, autorità anticorruzione e forze di polizia. Le delegazioni provengono da Albania, Bosnia-Erzegovina, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Ucrainasette paesi con cui l’InCE intende costruire una rete stabile di collaborazione operativa e scambio di buone pratiche.

Obiettivi operativi e ambito di intervento del programma

Il Programma Falcone-Borsellino è stato presentato come un’iniziativa pluriennale che mira a rafforzare le capacità istituzionali in materia di giustizia e sicurezza. Tra gli ambiti prioritari individuati figurano il contrasto alla corruzione e al riciclaggioil recupero dei beni illecitila cooperazione giudiziaria internazionale e la lotta al cybercrime. Questi temi sono stati selezionati in base alle esigenze emerse durante i colloqui tra i paesi partecipanti e gli esperti italiani.

Nel dettaglio, il programma prevede il trasferimento di competenze specialistiche tramite percorsi formativi, lo scambio di procedure investigative e il supporto a iniziative operative congiunte. L’intento è consolidare strumenti pratici che possano essere applicati dalle autorità locali per aumentare la resilienza istituzionale e rafforzare lo stato di diritto nella regione.

Priorità condivise emerse all’apertura

Durante l’incontro inaugurale sono state individuate alcune priorità concrete: potenziare gli strumenti per il tracciamento dei flussi finanziari illeciti, migliorare la cooperazione transfrontaliera per le indagini e definire protocolli per il recupero dei patrimoni criminali. Gli interventi hanno sottolineato l’importanza di integrare moduli formativi su tecniche investigative digitali e sulle procedure di mutual legal assistance, elementi ritenuti essenziali per un’efficace azione comune.

Ruolo dell’InCE e calendario delle attività

Il Segretario Generale dell’InCEFranco Dal Masha contestualizzato l’iniziativa all’interno della cooperazione regionale e del percorso di integrazione europea, evidenziando la funzione dell’InCE come piattaforma di dialogo fra Stati membri dell’UEpaesi candidati e partner. L’InCE fungerà da hub operativo per coordinare le attività tecniche, le missioni sul campo e lo scambio di esperienze tra le istituzioni coinvolte.

Tra le prime attività concordate figurano una serie di missioni operative e visite di studio programmate per il secondo semestre del 2026con l’obiettivo di verificare sul campo le esigenze delle autorità locali e avviare interventi mirati. Il programma ricalca l’approccio già adottato per altre aree geografiche, valorizzando il patrimonio di conoscenze maturato dalle istituzioni italiane in materia di contrasto alla criminalità organizzata.

Strumenti e modalità di cooperazione

Le modalità previste comprendono sessioni formative in presenza, workshop tematici, scambi di personale e supporto tecnico alle indagini. L’intento è creare canali diretti di collaborazione operativa, riducendo i tempi di coordinamento e potenziando le capacità investigative transnazionali. Il concetto centrale è la condivisione di procedure standardizzate e l’assistenza reciproca nelle fasi decisive delle indagini e del recupero dei proventi illeciti.

L’avvio del programma segna un passo concreto nella costruzione di un quadro di cooperazione stabile tra Italia e paesi partner dell’area centro-orientale, con ricadute attese sulla qualità delle indagini e sulla capacità di contrastare minacce complesse, inclusi gli aspetti digitali e finanziari delle organizzazioni criminali.

Il progetto è stato descritto dai partecipanti come una piattaforma pratica e operativa, pensata per produrre risultati misurabili nel tempo attraverso missioni, formazione specialistica e scambi professionali. La scelta del nome richiama il modello italiano di lotta alla criminalità organizzata e l’intento di rendere disponibile tale esperienza a istituzioni che condividono la sfida di consolidare lo stato di diritto nella regione.

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