Il 26 Maggio 2026 l’Università di Udine ha organizzato una cerimonia pubblica per ricordare Giulio Regeni e per consegnare ai genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, il simbolo dell’Ateneo come segno di vicinanza istituzionale e civile. L’appuntamento, ospitato nell’auditorium della Biblioteca scientifica, ha visto la partecipazione di circa duecento persone tra studenti, docenti, autorità e cittadini, creando un momento di condivisione e memoria collettiva.
La scelta di associare alla proiezione del documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” la consegna del simbolo vuole richiamare l’attenzione sul valore della memoria attiva: un impegno che l’Ateneo interpreta come protezione della libertà di ricerca e di espressione. In questa occasione la comunità accademica ha ribadito la propria posizione a fianco della famiglia, sostenendo la ricerca di verità e giustizia per il ricercatore friulano.
La cerimonia e i passaggi formali
La consegna è avvenuta per mano del rettore Angelo Montanari, che ha accompagnato il gesto con parole rivolte ai genitori: un riconoscimento non formale ma simbolico, destinato a sottolineare una continuità ideale tra la famiglia Regeni e la comunità universitaria. Erano presenti, tra gli altri, la direttrice del Dipartimento di Scienze giuridiche, Silvia Bolognini, il vicesindaco di Udine, Alessandro Venanzi, e il direttore generale dell’Ateneo, Gabriele Rizzetto, a testimoniare l’ampiezza delle adesioni istituzionali.
Interventi istituzionali e presenze
Nel corso dell’incontro il delegato per la Carta europea dei ricercatori, Luca Quartuccio, ha tracciato un bilancio sul percorso dell’Ateneo, ricordando il riconoscimento HR Excellence in Research attribuito all’Università di Udine dieci anni prima. In collegamento remoto ha partecipato anche l’avvocata della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, per dialogare sui temi del diritto alla verità e dei diritti umani insieme a rappresentanti accademici.
Proiezione e riflessione pubblica
Dopo la consegna, è stata proiettata la pellicola prodotta da Fandango e Ganesh Produzioni, scelta come strumento per ripercorrere la vicenda e stimolare una riflessione collettiva. La visione del documentario ha offerto un contesto per confrontarsi su temi sensibili come la libertà di ricerca e la tutela dei diritti fondamentali, ribaditi poi nelle successive testimonianze.
La lectio magistralis e il suo messaggio
La lectio magistralis affidata allo scrittore e presidente della Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, si è sviluppata attorno al tema “Oltre la memoria: insegnare l’etica attraverso il racconto dei giusti“. Nissim ha proposto una lettura che non si limita al ricordo, ma valorizza l’insegnamento etico come strumento pratico: la memoria diventa così azione, metodo didattico e responsabilità sociale.
Un segnale dentro un movimento nazionale
L’evento rientra nel programma nazionale “Le università per Giulio Regeni”, promosso dalla Fondazione Elena Cattaneo e sostenuto dai produttori del documentario. Questa rete di adesioni, che coinvolge decine di atenei, vuole mantenere viva la pressione per ottenere risposte e preservare la libertà accademica come principio costitutivo dell’istituzione universitaria.
Per l’Università di Udine, la consegna del simbolo alla famiglia Regeni funge da promessa pubblica: l’Ateneo si impegna a mantenere aperto il tema nelle aule e nei programmi formativi, affinché la storia di Giulio Regeni resti un punto di riferimento per studenti e ricercatori. L’atto simbolico non chiude una vicenda, ma rinnova invece l’invito alla società civile a continuare a chiedere verità e giustizia con determinazione.



