23 Settembre 2026 🌤 17°

Simulazione di soccorso marittimo tra Italia, Slovenia e Croazia

Tre pescatori su una zattera, elicotteri e navi di tre paesi: ecco come è stata messa alla prova la cooperazione SAR nell’Adriatico.

Simulazione di soccorso marittimo tra Italia, Slovenia e Croazia

Il martedì 22 settembre è stato il palcoscenico di una complessa simulazione di ricerca e soccorso nel Golfo di Trieste, nell’ambito della Multipurpose Maritime Operation Adria. L’esercitazione, denominata Adriatic Sea SAREX 2026, ha riunito le forze SAR di Italia, Slovenia e Croazia, supportate dalle agenzie europee EMSA, EFCA e FRONTEX.

All’avvio, nella sede della Direzione Marittima di Trieste, si è svolto un briefing di apertura a cui hanno partecipato rappresentanti del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, delegati delle amministrazioni slovena e croata, le agenzie coinvolte e osservatori delle autorità locali. L’incontro ha definito i criteri di coordinamento, le rotte operative e la catena di comando del Maritime Rescue Sub Centre di Trieste.

Il caso simulato di collisione

Il scenario previsto vedeva un peschereccio impegnato in una battuta vicino a Grado che, in piena notte, si scontrava con una nave mercantile ad alta velocità diretta verso Sud-Sud-Ovest. Dopo l’impatto, il peschereccio affondava mentre il mercantile continuava la navigazione, presumibilmente ignaro dell’incidente. Tre membri dell’equipaggio riuscivano a imbarcarsi su una zattera di salvataggio, ma non avevano informazioni sulla sorte dei compagni rimasti a bordo.

Richiesta di soccorso e attivazione della catena

La moglie di uno dei naufraghi ha inoltrato la chiamata di aiuto al Centro di Coordinamento del Soccorso di Capodistria. Da qui, la Direzione Marittima di Trieste ha attivato immediatamente la catena dei soccorsi, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per individuare e recuperare i dispersi.

Risorse mobilizzate e operatività congiunta

In mare sono intervenute la Nave Gregoretti, un elicottero di soccorso e le unità SAR della Guardia Costiera italiana, affiancate dalle unità slovene e croate. Ha partecipato anche la Ocean Sentinel, nave impiegata dall’Agenzia europea di controllo della pesca EFCA, fornendo supporto di monitoraggio. Le forze hanno operato sotto la direzione del Maritime Rescue Sub Centre, dimostrando un elevato livello di interoperabilità tra le tre guardie costiere.

Le operazioni hanno previsto l’individuazione della zattera, la localizzazione di eventuali resti del peschereccio e il coordinamento delle risorse aeree e navali, il tutto gestito dalle rispettive sale operative dei paesi coinvolti. Grazie a una comunicazione tempestiva e a protocolli condivisi, tutti i naufraghi simulati sono stati recuperati con successo.

Valutazione dei risultati e prospettive future

La conclusione dell’esercitazione ha confermato la prontezza delle unità SAR italiane, slovene e croate, nonché la capacità di operare congiuntamente in situazioni di emergenza complesse. I responsabili hanno evidenziato come il programma di addestramento periodico contribuisca a mantenere elevati standard di preparazione e a testare la rapidità d’intervento. L’esperienza sarà integrata nei futuri piani di risposta per garantire che, qualora un incidente reale si verificasse, le autorità marittime dell’Adriatico siano pronte a intervenire in modo coordinato ed efficace.

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