30 Settembre 2026 🌤 21°

Progetto Vajont: cittadini chiedono chiarezza e dibattito pubblico

Furio Honsell accusa la Regione di opacità sul nuovo impianto idroelettrico sul Vajont e chiede trasparenza, dibattito pubblico e il coinvolgimento degli abitanti di Erto e Casso.

Progetto Vajont: cittadini chiedono chiarezza e dibattito pubblico

Il 25 giugno il consigliere regionale Furio Honsell esponente di Open Sinistra Fvg, ha sollevato una serie di interrogativi su un nuovo impianto idroelettrico previsto per la zona del Vajont. La proposta non prevede nemmeno il passaggio per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) strumento fondamentale per valutare le conseguenze sul territorio. La denuncia nasce dalla consapevolezza che, a 53 anni dal disastro che decimò intere comunità ogni iniziativa deve affrontare la memoria storica e garantire la massima trasparenza.

Tra le incognite più preoccupanti vi sono i canoni di utilizzo che dovrebbero spettare ai residenti di Erto e Casso le misure di compensazione previste, la modalità di scavo nella roccia e le tecniche per limitare l’impatto ambientale. Tuttavia, il progetto non chiarisce se gli abitanti vogliano davvero una nuova centrale sulla valle che ha già subito una tragedia. L’assenza di informazioni ha spinto Honsell a chiedere un dibattito pubblico dove le voci dei cittadini possano emergere.

Assenza di valutazione ambientale e incertezza sui benefici per Erto e Casso

La mancanza della VIA rende difficile valutare le ripercussioni ecologiche dell’intervento. Non sono stati dettagliati i criteri con cui i cittadini di Erto e Casso riceverebbero eventuali compensi, né le opere di mitigazione previste per il territorio montano. Inoltre, la progettazione dello scavo nella roccia resta avvolta nel mistero, con nessuna indicazione su come ridurre vibrazioni, inneschi di frane o alterazioni idrogeologiche. In questo scenario, la domanda centrale è se la popolazione sia disposta ad accettare l’opera o se preferisca mantenere intatta la zona, a difesa della memoria del disastro del Vajont del 1963.

Necessità di un dibattito pubblico per i cittadini

Secondo Honsell, i cittadini devono essere i protagonisti di una discussione che includa aspetti etici, economici e tecnici. Il consigliere ha sottolineato che solo un dibattito aperto può garantire rispetto per le vittime e dimostrare che le autorità hanno realmente imparato dalle conseguenze del disastro. La richiesta di audizioni e trasparenza è rivolta alla Regione, la quale dovrebbe creare spazi istituzionali dove le diverse parti possano confrontarsi e dove gli abitanti possano esprimere chiaramente il loro consenso o il loro rifiuto.

Criticità nella gestione istituzionale e ruolo della Fondazione Vajont

L’assessore regionale Anzil rispondendo a una proposta di ingresso nella Fondazione Vajont ha giustificato il rifiuto con la motivazione di “quote sproporzionate”. Pur ribadendo a parole l’importanza di coltivare la memoria della tragedia, l’assenza dalla Fondazione permette a pochi soggetti, inclusi gli eredi di imprese ritenute colpevoli, di dirigere la narrazione storica. La fondazione, infatti, è responsabile della gestione delle visite, della formazione delle guide e dell’organizzazione di eventi commemorativi, elementi chiave per mantenere viva la consapevolezza collettiva.

Silenzio del Tribunale delle acque e iniziativa dell’Associazione Vajont

Alla scadenza odierna per presentare osservazioni al Tribunale delle acque sulla centrale, si è registrato un evidente stallo istituzionale. Le autorità hanno mantenuto un silenzio quasi totale, mentre l’Associazione Vajont ha proseguito in autonomia le attività di memoria e sensibilizzazione. Questo divario evidenzia come luoghi simbolo di una ferita profonda non possano essere difesi solo con dichiarazioni retoriche o burocrazia. Honsell ha chiesto alla Regione e agli enti locali di impiegare tutti gli strumenti giuridici disponibili per restituire dignità ai cittadini e garantirne un ruolo attivo nella definizione del futuro del territorio.

Richieste di audizioni e trasparenza rivolte alla Regione

La regione è chiamata a organizzare audizioni pubbliche a rendere pubblici i documenti relativi a canoni, compensazioni e metodologie di scavo, e a garantire che gli abitanti di Erto e Casso possano decidere liberamente se accettare o rifiutare l’intervento. Solo così si potrà onorare la memoria delle migliaia di vittime del Vajont e dimostrare che gli interessi mai chiariti non prevalgono sul rispetto della comunità.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trieste adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 30 Settembre