6 Ottobre 2026 🌤 23°

Panchina gialla a Santa Chiara: cerimonia e proiezione in memoria di Giulio Regeni

A Gorizia, nel chiostro di Santa Chiara, è stata posta una panchina gialla con la scritta In ricordo di Giulio Regeni; la giornata prosegue con la proiezione gratuita del documentario alle 10.30 al Kinemax in piazza della Vittoria 41, con la partecipazione dei genitori e dei rappresentanti universitari.

Panchina gialla a Santa Chiara: cerimonia e proiezione in memoria di Giulio Regeni

Nel decimo anniversario della tragica scomparsa di Giulio Regeni, una panchina gialla è stata inaugurata nel chiostro del polo universitario di Santa Chiara a Gorizia. L’installazione reca la scritta In ricordo di Giulio Regeni ed è parte di un’iniziativa condivisa tra più atenei che intende mantenere viva la memoria del ricercatore friulano originario di Fiumicello.

La giornata ha visto la presenza dei genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni e di delegazioni delle università coinvolte, oltre a rappresentanti del Comune e della comunità che aveva conosciuto Giulio. Successivamente, al Kinemax di Gorizia, è stata proiettata la pellicola documentaria intitolata Giulio Regeni. Tutto il male del mondo aperta al pubblico e gratuita.

Posa della panchina nel chiostro di Santa Chiara

La panchina è stata collocata alle 9.45 nel chiostro del polo di Santa Chiara sede goriziana dell’Università di Udine. L’iniziativa nasce da un’idea di don Alberto De Nadai e ha ricevuto il sostegno e la condivisione delle Università di UdineTrieste e Nova Gorica con il patrocinio del Comune di Gorizia. L’azione rientra nel progetto nazionale Le università per Giulio Regeni. Un’iniziativa per la libertà di ricerca sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo con Fandango e Ganesh produzioni.

Alla cerimonia di posa hanno partecipato, oltre ai genitori, figure che avevano collaborato con Giulio in ambito locale, come Antonella Tripani della comunità Arcobaleno, e rappresentanti accademici tra cui Renata Kodilja e Laura Zanin per l’Università di Udine, Giulia Caccamo per l’Università di Trieste e Marco Acri per l’Università di Nova Gorica. Durante l’evento, i relatori hanno ricordato l’importanza di trasformare il ricordo in impegno civile e culturale.

Dichiarazioni ufficiali e significato della panchina

Renata Kodilja delegata dell’ateneo friulano per la sede di Gorizia, ha definito l’opera così: “Questa panchina unisce il ricordo del ricercatore e il valore della libertà di studio e l’impegno per l’inclusione“. La frase sottolinea il carattere simbolico dell’intervento, pensato per restare accessibile agli studenti e alla cittadinanza.

Per Laura Zanin delegata alle pari opportunità, la panchina diventerà “un presidio di memoria” e servirà da monito per le nuove generazioni, ricordando che “libertà di ricerca, pensiero ed espressione vanno sempre preservate“. Queste parole sono state richiamate più volte durante la mattinata come richiamo ai valori che hanno guidato l’iniziativa.

Proiezione del documentario al Kinemax e introduzioni

Alle 10.30 sempre per la giornata commemorativa, il documentario Giulio Regeni. Tutto il male del mondo è stato presentato al Kinemax di Gorizia, in piazza della Vittoria 41. La proiezione è stata aperta a tutti e gratuita, e ha visto il luogo della sala gremito in ogni ordine di posti.

L’evento cinematografico è stato introdotto dai genitori di Giulio insieme a rappresentanti degli atenei promotori: Renata Kodilja e Laura Zanin per l’Università di Udine, Giulia Caccamo per l’Università di Trieste e Marco Acri per l’Università di Nova Gorica. Era inoltre presente la vice sindaca di Gorizia e altri esponenti locali che hanno contribuito a contestualizzare la memoria di Giulio nel tessuto cittadino.

La giornata si inserisce nel più ampio progetto Le università per Giulio Regeni promosso dalle istituzioni universitarie e sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo con partner di produzione. L’obiettivo dichiarato è mantenere viva la memoria attraverso iniziative pubbliche, culturali e didattiche che pongano al centro la libertà di ricerca e la tutela dei diritti accademici.

La presenza dei genitori e delle università, insieme alla collocazione della panchina in un luogo di passaggio come il chiostro, mira a integrare il ricordo nella quotidianità degli studenti e dei cittadini, facendo sì che il gesto diventi un punto di riferimento tangibile nella vita universitaria e urbana di Gorizia.

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