10 Giugno 2026 🌤 28°

Monumento a Trieste scatena polemiche: reazioni politiche e critiche artistiche

Un monumento eretto in largo Panfili ha riacceso discussioni a Trieste: commenti severi dagli indipendentisti di Triest NGO, la risposta della Lega e il ruolo dell'Accademia di Reggio Calabria nella realizzazione dell'opera

Monumento a Trieste scatena polemiche: reazioni politiche e critiche artistiche

La recente installazione di un monumento dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, collocato in largo panfili davanti alla chiesa luterana, ha provocato un acceso dibattito pubblico. L’opera, inaugurata con il coinvolgimento dell’Accademia delle belle arti di Reggio Calabria, è stata al centro di commenti critici che hanno polarizzato opinioni politiche e culturali in città.

Le critiche degli indipendentisti e il linguaggio forte

Un post diffuso dai membri di Triest NGO sui social ha descritto il monumento con toni duri, paragonando la scultura a una «capsula distopica» e usando immagini forti come quella di «uomini messi a bollire in una pentola» o di esseri «coltivati in laboratorio». Queste espressioni, secondo gli autori del post, intendono contestare non la memoria storica in sé ma l’uso di un linguaggio visivo che, a loro avviso, trasforma una commemorazione in una scenografia emotiva e ideologica.

Un attacco all’estetica del luogo

Nella critica è centrale anche la questione del contesto urbano: i commentatori sostengono che la scultura dialoghi male con lo spazio circostante, deturpando uno degli angoli più rappresentativi dello spirito mitteleuropeo della città. Il riferimento alla vicina chiesa neogotica sottolinea la percezione di un contrasto estetico ritenuto inappropriato da chi ha scritto il post.

La replica politica: la posizione della Lega

Di fronte alle dichiarazioni polemiche, la neoeletta segretaria provinciale della Lega, Pamela Rabaccio, ha preso pubblicamente posizione. Pur riconoscendo il diritto alla critica artistica e urbanistica come componente essenziale della democrazia, Rabaccio ha stigmatizzato la trasformazione del giudizio estetico in derisione verso una tragedia che ha segnato la vita di molte famiglie.

Memoria e rispetto

La segretaria ha insistito sul fatto che le foibe e l’esodo giuliano-dalmata non devono essere politicizzati come simboli di destra o sinistra, ma trattati come elementi della storia nazionale e della storia locale di Trieste. Per Rabaccio il tono sarcastico adottato da alcuni commentatori equivale a una mancanza di rispetto verso i discendenti delle vittime e verso coloro che conservano quel ricordo come parte della propria identità.

Autori dell’opera e reazioni pubbliche

L’opera è stata realizzata dall’Accademia delle belle arti di Reggio Calabria, un ente che ha recentemente assunto una direzione dopo anni di controversie amministrative. Il direttore nominato, Pietro Sacchetti, e due giovani artisti hanno partecipato all’inaugurazione; durante l’evento Jasmine Iannì, a nome del gruppo che ha lavorato al progetto, ha definito la scultura come riferita al «periodo giuliano-dalmata».

Commenti sull’estetica e sul gusto

Nei canali social e nei commenti sotto i post relativi all’inaugurazione si è registrata una prevalenza di giudizi negativi sul piano estetico. Molti hanno criticato l’aspetto dell’opera definendolo poco consono o addirittura sgradevole, mentre altri hanno sottolineato l’importanza di un approccio storico-serio alla commemorazione, lontano da scenografie emotive che possano apparire strumentali.

Implicazioni per il dibattito cittadino

La vicenda mette in luce due temi complementari: da un lato la necessità di preservare la memoria storica attraverso iniziative pubbliche rispettose; dall’altro la tensione tra libertà di espressione artistica e sensibilità collettiva quando si trattano eventi traumatici. Trieste si trova così a confrontarsi sulla linea sottile tra rispetto commemorativo e libertà interpretativa dell’arte pubblica.

In definitiva, il dibattito sollevato dal nuovo monumento conferma quanto sia complesso conciliare istanze diverse in spazi urbani carichi di significato storico. La discussione proseguirà probabilmente nei forum cittadini, nelle sedi politiche e nelle istituzioni culturali, mentre restano aperte domande su come rappresentare il passato in modo condiviso e rispettoso.

Trieste adesso

ACCADUTO OGGI
1660
A Saint-Jean-de-Luz viene celebrato il matrimonio di Luigi XIV di Francia, re di Francia,…