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Minacce ai volontari a Trieste e mobilitazione per le passeggiate di Forza Nuova

Una rete di volontari che da anni assiste i migranti in arrivo dalla rotta balcanica ha lanciato una petizione al prefetto di Trieste dopo episodi di aggressione fisica e minacce online; preoccupa l'annuncio di passeggiate organizzate da Forza Nuova in centro città.

Minacce ai volontari a Trieste e mobilitazione per le passeggiate di Forza Nuova

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Volontari della Rete solidale dei Fornelli resistenti hanno denunciato minacce e aggressioni rivolte a operatori e migranti negli ultimi giorni in Trieste e hanno formalizzato una petizione al prefetto, mentre il 21 agosto una passeggiata per la sicurezza organizzata da Forza Nuova ha attraversato il centro cittadino tra piazza Venezia, largo Barriera, piazza Garibaldi e si è conclusa in piazza Perugino.

Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2026.

Perché la vicenda è seguita

La segnalazione dei volontari descrive episodi che, secondo gli operatori, hanno trasformato piazza della Libertà e l’area della stazione in punti di tensione quotidiana con ripercussioni sulla capacità di erogare aiuti di prima necessità; nella petizione si chiede attenzione sulle iniziative pubbliche che potrebbero avere un impatto intimidatorio sugli spazi pubblici e sulla sicurezza personale di chi assiste persone in arrivo dalla rotta balcanica.

La richiesta di tutela al prefetto include la necessità di monitorare gruppi online dove si sarebbero diffusi insulti razzisti e minacce, e chiede misure precauzionali in vista di ulteriori manifestazioni per evitare un’escalation che limiti l’accesso ai servizi di accoglienza.

Dettagli sugli episodi denunciati e la petizione

I volontari della Rete solidale dei Fornelli resistenti hanno elencato nel testo inviato al prefetto contatti offensivi, insulti razzisti pubblicati su gruppi Facebook locali e almeno una aggressione fisica avvenuta in piazza della Libertà oltre alla circolazione di minacce dirette a singoli referenti delle organizzazioni di accoglienza; il documento indica nomi di persone ritenute bersagli e segnala che alcuni episodi si sono verificati in presenza delle forze dell’ordine.

I firmatari chiedono garanzie di sicurezza per poter continuare l’attività di assistenza senza timore, sollecitando interventi preventivi e il monitoraggio costante delle piattaforme social dove, sostengono, si organizzerebbero campagne di odio reiterate e organizzate.

La passeggiata del 21 agosto e le tensioni in piazza Libertà

La passeggiata per la sicurezza promossa da Forza Nuova il 21 agosto ha visto la partecipazione di circa una quindicina di militanti e un imponente schieramento delle forze dell’ordine; il corteo è partito da piazza Venezia, ha attraversato largo Barriera e piazza Garibaldi, ed è terminato in piazza Perugino con momenti di confronto verbale tra i partecipanti e alcuni attivisti contrari alla manifestazione, senza tuttavia degenerare in scontri fisici grazie alla presenza delle forze di polizia.

Nel documento inviato al prefetto i volontari avevano indicato le Passeggiate della Sicurezza come iniziative che rischiano di trasformare spazi pubblici in luoghi di intimidazione, e hanno segnalato che almeno un partecipante collegato a quell’area politica sarebbe stato associato a minacce specifiche già segnalate negli ambienti social locali.

Reazioni delle istituzioni e richieste concrete

La petizione indirizzata al prefetto chiede una valutazione puntuale della natura e dell’impatto delle manifestazioni comunicate e sollecita misure per tutelare la libertà di assistenza nelle aree della stazione e di piazza della Libertà incluse verifiche sulle responsabilità di chi incita all’odio online e interventi di polizia mirati a prevenire aggressioni fisiche e intimidazioni verbali.

Tra le richieste emergono anche il monitoraggio costante dei gruppi social dove sono stati pubblicati insulti e la considerazione di eventuali divieti o limitazioni nel caso di manifestazioni ritenute a rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini e degli operatori di assistenza.

Il quadro cittadino e le questioni aperte

I volontari descrivono la situazione in piazza della Libertà come «invivibile» e sottolineano che l’ostilità online si traduce in episodi nella vita reale, colpendo non solo gli operatori ma anche le persone migranti già fragili per il viaggio e l’incertezza sul loro status; la vicenda solleva domande sul rapporto tra libertà di manifestazione, attivismo civico e responsabilità istituzionale nel controllare comportamenti che possono degenerare in violenza.

Per ora la situazione resta aperta, con i volontari determinati a proseguire le attività di assistenza e con le autorità chiamate a valutare le misure necessarie per garantire la sicurezza degli spazi pubblici senza impedire servizi di prima accoglienza.

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