Trieste ha ospitato un convegno su Italia e Israele che si è svolto nella sala di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia mentre gruppi di manifestanti hanno protestato all’esterno e in piazza Verdi nel corso della giornata. L’incontro, organizzato dall’associazione E361 ha visto in videocollegamento ministri del governo Netanyahu e l’ambasciatore d’Israele in Italia, con l’area circostante presidiata dalle forze dell’ordine.
L’evento è stato valutato a rischio e chiuso al pubblico per motivi di sicurezza tra cori, cartelli e transenne in centro città. All’interno sono arrivate dichiarazioni nette sul conflitto mediorientale; all’esterno si sono svolte contestazioni con bandiere palestinesi e striscioni, senza episodi di violenza degenerate. Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026.
Convegno a porte chiuse nella sede della Regione FVG
Il convegno, intitolato “Italia e Israele: l’una nello sguardo dell’altra” si è tenuto nella sala di rappresentanza della Regione. La decisione di svolgerlo a porte chiuse è seguita alle proteste davanti all’ingresso dell’edificio istituzionale. In collegamento sono intervenuti il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar il ministro per gli Affari della diaspora Amichai Chikli il consigliere di Netanyahu Ariel Bulshtein e l’ambasciatore Jonathan Peled. I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco Roberto Dipiazza e dal presidente regionale Massimiliano Fedriga con una sala presidiata e accessi contingentati.
Proteste all’esterno e presidio in piazza Verdi
All’esterno del palazzo della Regione si è radunato un gruppo di circa cinquanta manifestanti, con bandiere palestinesi e kefiah, che ha mostrato immagini del conflitto con la scritta “vergogna”. All’arrivo dei relatori, sono partiti cori come “Palestina libera”. Nel pomeriggio, le contestazioni si sono spostate in piazza Verdi blindata e transennata per il concerto di musica klezmer: i presenti hanno scandito “assassini” e lanciato volantini con la scritta “Zionists are not welcome”. Si sono registrati alcuni gavettoni ma la situazione non è degenerata; al termine, gli spettatori sono usciti da un varco protetto da polizia e carabinieri per evitare contatti.
Dichiarazioni di ministri israeliani e istituzioni locali
Dal palco virtuale del convegno, Gideon Sa’ar ha dichiarato che “Israele è sotto attacco da parte delle forze più estremiste e jihadiste del mondo, guidate dall’Iran” e ha aggiunto che “dobbiamo difenderci, anche proattivamente con l’offesa”. Amichai Chikli ha richiamato il ruolo storico di Trieste come “porta di Sion” e ha difeso politiche migratorie più stringenti in Europa, attribuendo a tali misure una funzione di protezione delle comunità ebraiche dall’antisemitismo; ha criticato inoltre l’alleanza tra estrema sinistra e ambienti islamisti. Il presidente Massimiliano Fedriga ha affermato che “le istituzioni devono avere la forza e il coraggio di fare sentire altre voci, purtroppo spesso zittite dai mezzi di informazione”. Il sindaco Roberto Dipiazza ha espresso vicinanza alla comunità ebraica, pur riconoscendo la complessità del quadro.
Reazioni politiche locali e voce dei pacifisti
Il Partito Democratico regionale e cittadino ha criticato l’impostazione dell’incontro, chiedendo di includere anche posizioni israeliane favorevoli a un cessate il fuoco e al rispetto del diritto internazionale. In una nota, le segreterie hanno scritto: “Guardarsi negli occhi è importante, ma significa ascoltare tutte le voci, non soltanto quelle di un Governo la cui condotta nella Striscia di Gaza è al centro di una durissima condanna da parte della comunità internazionale”. Il PD ha anche ribadito la condanna delle intimidazioni rivolte al rabbino cittadino durante le manifestazioni, affermando: “Contrastare le scelte del Governo Netanyahu non significa e non deve mai tradursi in ostilità verso il popolo ebraico”.
Tra gli interventi è stata presente Edna Calò Livne indicata come pacifista e candidata al Nobel per la Pace 2005, che ha richiamato il proprio impegno pluriennale per la convivenza tra israeliani e palestinesi. Livne ha sostenuto la necessità del dialogo e della comprensione reciproca, criticando approcci aggressivi che, a suo giudizio, non conducono a una soluzione duratura. La giornata si è chiusa con il concerto del The New Original Klezmer Ensemble in piazza Verdi, svolto sotto stretta sorveglianza, mentre il dispositivo di sicurezza ha regolato deflussi e spostamenti degli spettatori fino allo sgombero completo dell’area.



