18 Settembre 2026 ☁ 25°

Furti di batterie in Friuli Venezia Giulia: due senegalesi denunciati

Un'indagine della polizia ambientale di Trieste ha portato alla denuncia di due senegalesi residenti a Udine, accusati di aver rubato centinaia di batterie per autoveicoli da un centro di raccolta.

Furti di batterie in Friuli Venezia Giulia: due senegalesi denunciati

Un’operazione della polizia ambientale di Trieste ha portato allo smantellamento di una rete clandestina specializzata nel furto di batterie per autoveicoli. L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica, ha portato alla denuncia di due cittadini senegalesi residenti a Udine, tra i 30 e i 40 anni.

L’inchiesta è partita dalla denuncia del gestore di un centro di raccolta in provincia di Trieste, che ha segnalato due furti notturni a distanza di alcune settimane. Gli ignoti si erano introdotti forzando i cancelli di recinzione e avevano rubato quasi 200 batterie per autoveicoli, motocicli e altri mezzi.

Le indagini che portano in Friuli

Grazie all’analisi delle immagini delle telecamere interne ed esterne, nonché ai dati dei transiti autostradali, gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione su un veicolo commerciale della provincia di Udine. La sostituto procuratore Sabrina Tinonin ha autorizzato un’attività di osservazione e pedinamento che, in poche settimane, ha permesso di identificare i due sospetti e di individuare un immobile utilizzato come deposito clandestino per lo stoccaggio delle batterie.

Le perquisizioni domiciliari e locali hanno portato al recupero di quasi tutte le batterie rubate, oltre a diversi dispositivi digitali. L’analisi forense di questi dispositivi ha rivelato un calendario dettagliato delle spedizioni quasi settimanali in vari centri di raccolta della regione, probabilmente finalizzate alla sottrazione delle batterie esauste.

Il sequestro e i rischi ambientali

Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati anche alcuni dispositivi digitali di uno dei due indagati. L’analisi di questi dispositivi ha rivelato un calendario dettagliato delle spedizioni quasi settimanali in vari centri di raccolta della regione, probabilmente finalizzate alla sottrazione delle batterie esauste.

Le batterie al piombo e al litio sono rifiuti pericolosi il cui smaltimento è disciplinato da leggi rigorose. Le sostanze altamente inquinanti di cui sono fatte sono potenzialmente dannose per la salute pubblica e per l’ambiente. L’operazione è stata particolarmente rilevante sul piano della sicurezza ambientale scongiurando la probabile commercializzazione delle batterie rubate e sottraendo al mercato nero un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi.

Il Nucleo di polizia ambientale ha interrotto una possibile attività illecita di furti, evitando un danno alle risorse della collettività e riducendo i rilevanti rischi ambientali e di sicurezza sul territorio.

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