28 Settembre 2026 ☀ 23°

Forlis: 14 studenti somali a Trieste per il porto di Mogadiscio

Quattordici studenti somali si preparano a Trieste per dare nuova linfa al porto di Mogadiscio.

Forlis: 14 studenti somali a Trieste per il porto di Mogadiscio

Il 28 settembre 2026 ha segnato l’avvio ufficiale di FORLIS, l’iniziativa di cooperazione logistica tra Italia e Somalia. La cerimonia, tenutasi nel Salone di Rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, ha visto la partecipazione del governatore Massimiliano Fedriga, degli assessori Pierpaolo Roberti e Alessia Rosolen, nonché una delegazione somala guidata dal presidente della comunità di Trieste Ahmed Faghi Elmi e dal direttore dell’Autorità portuale di Mogadiscio Mohamed Ali Nur. L’evento ha lanciato un percorso di formazione che coinvolgerà quattordici giovani somali, sette ragazze e sette ragazzi, nei prossimi mesi.

Il progetto, interamente finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è coordinato da Anolf Fvg e coinvolge l’Accademia Nautica dell’Adriatico, l’ITS Nautico Adriatico e l’Autorità portuale di Mogadiscio. L’obiettivo dichiarato è trasferire competenze tecniche avanzate in ambito logistica portuale e doganale, per sostenere lo sviluppo dello scalo di Mogadiscio, una delle porte più strategiche dell’Africa orientale. Il ruolo di Trieste è duplice: fungere da aula pratica e da ponte culturale tra i due Paesi.

Il progetto FORLIS e i suoi protagonisti

FORLIS (Formazione cooperazione logistica portuale e retroportuale tra Italia e Somalia) nasce dalla volontà di creare un ciclo virtuoso di formazione e trasferimento di know-how. Al centro dell’iniziativa troviamo Anolf Fvg, che agisce da facilitatore di un dialogo interculturale, e il Centro Giovanile Rawdah, che ha selezionato i quattordici candidati. Ahmed Faghi Elmi, presidente di Anolf Fvg, ha sottolineato come il progetto non solo fornisca strumenti professionali ma risponda anche a una concreta esigenza di empowerment giovanile preparando i partecipanti a diventare formatori al loro ritorno in Somalia.

Selezione e composizione del gruppo

Il Centro Giovanile Rawdah di Mogadiscio ha valutato un ampio bacino di giovani, scegliendo sette ragazze e sette ragazzi in base a criteri di merito, motivazione e potenziale di leadership. La parità di genere è stata una delle linee guida del progetto, garantendo una rappresentanza equilibrata e promuovendo l’inclusione femminile in settori tradizionalmente dominati da uomini. I partecipanti saranno inseriti in un percorso biennale presso l’ITS Nautico Adriatico, durante il quale seguiranno corsi specialistici su gestione portualelogistica retroportuale e normative doganali internazionali.

Il percorso formativo a Trieste: corsi e stage al Porto

Durante le settimane di formazione, i giovani studieranno sia in aula che sul campo. L’ITS Nautico Adriatico offrirà lezioni teoriche su tecnologie di movimentazione merci sistemi informatici di tracciamento e sicurezza portuale, mentre il Porto di Trieste diventerà il loro laboratorio pratico. Gli studenti potranno partecipare a tirocini direttamente sulle banchine, osservando operazioni di carico e scarico, controlli doganali e gestione dei flussi logistici. Questa immersione pratica è considerata fondamentale per acquisire competenza operativa e per trasferire in seguito metodologie innovative a Mogadiscio.

Obiettivi a lungo termine per il porto di Mogadiscio

Al termine del biennio, i quattordici laureati saranno pronti a ricoprire ruoli chiave nella gestione del porto somalo. L’idea è che, una volta rientrati, possano diffondere le conoscenze acquisite, formando ulteriori professionisti e contribuendo a creare una cultura del lavoro più solida. Ahmed Faghi Elmi ha dichiarato che il progetto intende avviare un ciclo di crescita autonoma dove i giovani diventano “depositari di una solida cultura del lavoro” e, a loro volta, formatori di nuove generazioni, garantendo così una sostenibilità a lungo termine per lo scalo di Mogadiscio.

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