Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha firmato il decreto di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) per il 2026, con assegnazioni aggiornate che hanno portato a un aumento per l’Emilia-Romagna ma a una riduzione percepita nel Friuli Venezia Giulia; Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2026.
La decisione ha assunto rilievo nazionale perché il Ffo sostiene la didattica, la ricerca e il personale degli atenei e i numeri toccano grandi università e bilanci regionali, incidendo sulla capacità di raggiungere obiettivi europei per l’istruzione superiore.
Assegnazioni all’Emilia-Romagna e dati nazionali
Il decreto ha attribuito agli atenei statali dell’Emilia-Romagna circa 870,4 milioni di euro cifra che è risultata in crescita di 5,5 milioni di euro rispetto al 2026 e superiore del 32% rispetto al 2019 secondo i criteri di ripartizione ufficiali. Nello specifico, l’Università degli Studi di Bologna ha ottenuto quasi 464,1 milioni di euro l’Università di Parma 146,1 milioni l’Università di Modena e Reggio Emilia 130,6 milioni e l’Università di Ferrara circa 129,5 milioni.
A livello nazionale il Ffo per il 2026 è stato fissato in 9,415 miliardi di euro con un aumento dichiarato di 25,6 milioni rispetto all’anno precedente e un incremento complessivo del 26% rispetto al 2019. Tra le novità è stata introdotta una misura per il finanziamento di progetti strategici presentati dagli atenei, ritenuta dal Ministero utile a valorizzare il merito e l’internazionalizzazione.
Veneto: incremento e ripartizione per ateneo
Il Veneto ha visto un aumento complessivo dei fondi destinati agli atenei statali a circa 643,2 milioni di euro con un incremento di 16 milioni (+2,6%) rispetto al 2026 e del 33,2% rispetto al 2019 e la ripartizione ha previsto per l’Università degli Studi di Padova circa 396 milioni per l’Università di Verona circa 121,3 milioni per Ca’ Foscari 96,2 milioni e per l’Università Iuav di Venezia 29,7 milioni. La ministra Anna Maria Bernini ha sottolineato l’importanza di migliorare l’efficacia degli investimenti ed è riportata la sua frase: “non basta investire di più, serve investire meglio”.
Friuli Venezia Giulia: preoccupazioni e reazioni
Nel Friuli Venezia Giulia è emersa forte preoccupazione per la riduzione reale del finanziamento ordinario, espressa da Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, che ha messo in evidenza l’impatto dell’inflazione su una diminuzione anche minima del Ffo e ha criticato le priorità di spesa nazionale, opponendosi alla destinazione di risorse a armamenti a discapito di istruzione e ricerca. Il Ministero ha invece dichiarato che il finanziamento è “in linea con quello dell’anno scorso”; la differenza tra dichiarazione e valutazione locale è al centro del dibattito.
Honsell ha inoltre ricordato il confronto con il 2019 e il ritardo dell’Italia rispetto agli obiettivi europei: l’Unione ha fissato per il 2030 l’obiettivo del 45% di cittadini tra i 25 e i 34 anni con titolo di studio terziario, mentre l’Italia si attestava sotto il 35% dieci punti percentuali sotto la media europea, indicatore considerato cruciale per le politiche dell’istruzione superiore.
Il dispositivo di ripartizione e le cifre dettagliate hanno reso la questione un tema di confronto politico e territoriale, con atenei e amministrazioni regionali che stanno valutando l’impatto sul breve e medio termine e monitoreranno l’attuazione delle misure per i progetti strategici destinati agli atenei.



