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Finti Carabinieri: 8 arresti per truffe agli anziani

Una banda di truffatori che si spacciava per Carabinieri è stata arrestata dopo una serie di raggiri ai danni di anziani in tutta Italia.

Finti Carabinieri: 8 arresti per truffe agli anziani

Un’operazione congiunta dei Carabinieri di Trieste, Napoli e altre città ha portato allo smantellamento di una rete di truffatori che operava su tutto il territorio nazionale. La banda, con base a Napoli, prendeva di mira anziani e persone fragili con raggiri sofisticati, riuscendo a derubare le vittime di decine di migliaia di euro.

L’operazione, denominata “Fumo del Vesuvio 2”, è la seconda fase di un’inchiesta iniziata nel marzo 2026, che aveva già portato a 10 arresti e 29 denunce per associazione a delinquere finalizzata alle truffe agli anziani.

Le origini dell’indagine

Le indagini sono partite dopo un tentativo di truffa sventato ad Aurisina, in provincia di Trieste, il 25 gennaio 2026. Poche ore dopo, lo stesso autore ha colpito a Muggia, riuscendo a sottrarre denaro e gioielli a un’anziana signora. I militari del Nucleo Investigativo di Trieste sono riusciti a identificare rapidamente il giovane corriere e a risalire ai suoi mandanti.

La struttura dell’organizzazione criminale

L’organizzazione era strutturata in modo piramidale, con alla base gli esattori al centro i telefonisti e al vertice gli organizzatori. I telefonisti, spesso operativi dal centro storico di Napoli, gestivano le chiamate alle vittime, mentre gli esattori si occupavano del ritiro materiale del bottino.

Altri membri dell’organizzazione si dedicavano al reperimento di SIM telefoniche intestate fittiziamente, al noleggio di veicoli, alla ricettazione dei preziosi e al reclutamento di manodopera occasionale. Il capo dell’organizzazione è un trentenne originario di Casalnuovo di Napoli, residente nel quartiere Barra.

Il modus operandi della truffa

Il metodo utilizzato dalla banda seguiva uno schema collaudato. Il telefonista, fingendosi un rappresentante delle forze dell’ordine, contattava la vittima e comunicava una notizia drammatica riguardante un familiare. Sotto pressione psicologica, l’anziano veniva convinto a raccogliere denaro e gioielli per pagare una presunta cauzione o risarcimento.

Il corriere, presentandosi come avvocato o funzionario, ritirava il bottino e si dileguava. Solo dopo ore la vittima si rendeva conto di essere stata raggirata. Questo metodo ha permesso alla banda di operare in diverse regioni italiane, tra cui Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Campania.

I risultati dell’operazione

Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno arrestato complessivamente 8 soggetti, denunciato altri 19 in stato di libertà, scoperto 18 truffe e recuperato circa 50.000 euro di proventi. Grazie alla collaborazione con i colleghi di Torino, è stato possibile cogliere in flagranza il giovane corriere durante una truffa ai danni di un’anziana, recuperando integralmente la refurtiva per un valore di 33.000 euro.

Le indagini hanno permesso di identificare i componenti della banda, compresi capi, promotori e la principale manodopera. La collaborazione tra i Carabinieri di Napoli, Trieste e Torino è stata fondamentale per il successo dell’operazione, consentendo di ampliare il quadro investigativo e di prevenire ulteriori truffe.

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