Nel primo trimestre 2026 il settore del terziario in friuli venezia Giulia mostra una dinamica di resistenza: i dati raccolti dall’Osservatorio di Confcommercio Fvgelaborati da Format Research su un campione di 1.536 imprese del commercio, turismo e servizi, evidenziano un quadro misto tra preoccupazioni e segnali di fiducia.
Il quadro regionale viene analizzato sia sul piano macroeconomico che su quello delle singole imprese: da un lato si registrano tensioni che pesano sul sentimento degli operatori, dall’altro permane un ottimismo prudente legato soprattutto all’andamento turistico estivo. Le dichiarazioni ufficiali degli esperti e dei rappresentanti di categoria danno un’interpretazione condivisa dei rischi e delle risorse presenti nel territorio.
Fattori di rischio segnalati dagli operatori
Secondo il direttore scientifico Pierluigi Ascanii principali elementi che influenzano il clima economico sono «sono soprattutto il protrarsi delle tensioni geopolitiche», l’aumento dei prezzi praticati dai fornitori e i primi segnali di crescita del costo del credito. Questi tre fattori agiscono in sinergia, aumentando l’incertezza sulle prospettive di breve periodo e comprimendo margini e programmazione degli investimenti per molte aziende del settore.
Le tensioni internazionali si riflettono sui costi delle materie prime e sulle catene di approvvigionamento, mentre il rialzo del costo del credito incide sui piani di crescita aziendale. In questo contesto, le imprese valutano con attenzione rapporti commerciali e politiche di prezzo, cercando adattamenti operativi per mantenere competitività.
Dinamiche territoriali: Pordenone, Trieste e Udine
I presidenti di Confcommercio nelle province del territorio hanno evidenziato aspetti concreti del quadro locale: Fabio Pillon per Confcommercio PordenoneAntonio Paoletti per Confcommercio Trieste e Giovanni Da Pozzo per Confcommercio Udine hanno sottolineato come le imprese del territorio stiano cercando soluzioni di adattamento operativo per far fronte a fornitori più cari e alla variabilità della domanda.
In molte aree provinciali il turismo rimane un elemento trainante: le performance stagionali contribuiscono a sostenere la fiducia soprattutto nelle località con forte vocazione ricettiva, mentre le attività di commercio e servizi si confrontano con flussi di spesa più incerti.
Andamento della fiducia e previsioni per l’estate
Nel confronto temporale, il livello di fiducia delle imprese del terziario in Fvg mostra una «flessione rispetto alla fine del 2026», ma si mantiene saldamente al di sopra della media nazionale. Questo posizionamento relativo indica una capacità di tenuta superiore alla media italiana, nonostante il peggioramento congiunturale rilevato.
Le previsioni per il trimestre estivo sono più favorevoli: le attese sull’andamento della singola azienda registrano un aumento di due puntisegnale di un moderato ottimismo che si nutre soprattutto della buona performance attesa nel comparto turistico. Complessivamente, la valutazione interna delle imprese rimane stabile e superiore al dato italiano.
Il consenso tra gli organi dirigenti locali è sintetizzato in una dichiarazione congiunta: «Le imprese del terziario stanno affrontando un contesto molto complesso con grande senso di responsabilità e capacità di adattamento. Le tensioni internazionali, l’incertezza dei mercati e la pressione sui costi rappresentano elementi di forte preoccupazione, ma il nostro sistema economico continua a dimostrare resilienza e solidità».
Queste parole, firmate dal presidente regionale Gianluca Madriz insieme ai colleghi di provincia, fotografano uno scenario dove la gestione prudente e il ruolo del turismo fanno da leva per superare le difficoltà. L’analisi dell’Osservatorio e i commenti delle associazioni rappresentative offrono così una bussola per monitorare l’evoluzione del comparto nei prossimi mesi.
La combinazione dei dati quantitativi raccolti su 1.536 imprese e delle valutazioni qualitative dei rappresentanti di categoria consente di tracciare un profilo del terziario regionale: attento alle rischiosità internazionali, sensibile all’aumento dei costi, ma ancora capace di sperimentare segnali positivi per la stagione estiva.



