Il 12 giugno 2026, alle ore 08:00, alla stazione di Parma è passato un convoglio dal profilo insolito: undici carrozze Intercity di Trenitalia completamente avvolte in teli bianchi e protette da reti verdi, pronte per il trasferimento via mare. Dopo essere partite dallo scalo di Alessandria Smistamentole vetture sono state convogliate verso il porto di Ravennada cui saranno imbarcate con destinazione Marocco. Questo movimento di materiale rotabile segna la conclusione di un ciclo operativo in Italia e l’inizio di una nuova funzione per quei vagoni all’interno del parco della compagnia nazionale Oncf.
Il trasferimento logistico: da Parma al porto di Ravenna
Il convoglio composto da 11 carrozze è stato preparato con particolare cura: i teli e le reti servono a proteggere le superfici durante il viaggio e l’operazione di carico al porto. Le vetture, ormai fuori servizio sui corridoi italiani, hanno lasciato lo smistamento di Alessandria e sono arrivate al molo di Ravenna per l’imbarco. Il trasferimento evita le procedure di demolizione e smaltimento che in altri casi comporterebbero costi e tempi aggiuntivi, e consente a Trenitalia di razionalizzare il rinnovo della flotta mantenendo un valore d’uso per i mezzi dismessi. Allo stesso tempo, il trasferimento logistico rappresenta un ponte operativo tra le reti ferroviarie italiana e marocchina, rendendo possibile la circolazione dei vagoni su linee diverse da quelle per cui erano stati originariamente progettati.
Il ruolo dei vagoni italiani nella strategia ferroviaria marocchina
Il Marocco ha accelerato un programma massiccio di investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, anche alla luce dell’impegno a ospitare, insieme a Spagna e Portogallo, il Campionato mondiale di calcio 2030. La strategia di Oncf prevede di ampliare capacità e servizi: la rete già dispone della linea ad alta velocità Al Boraq tra Tangeri e Casablancae sono in corso lavori e progettazioni per estendere i collegamenti verso Marrakech e, in prospettiva, fino ad Agadir. In questo quadro, i vagoni ex Trenitalia non sono la componente più tecnologica del rinnovamento, ma possono svolgere una funzione pratica e temporanea: aumentare la capacità delle composizioni Intercity e sostenere servizi supplementari fino all’arrivo dei nuovi convogli ordinati.
Ordini e numeri del piano marocchino
Secondo comunicazioni ufficiali e resoconti internazionali, Oncf ha acquisito un pacchetto importante di nuova trazione: 168 nuovi treni commissionati ai costruttori AlstomCAF e Hyundai Rotem per un investimento complessivo di circa 2,9 miliardi di dollari. Il programma include 18 convogli ad alta velocità, 40 treni Intercity e 110 mezzi destinati al trasporto urbano. In attesa dell’arrivo di questi mezzi, le carrozze italiane possono rafforzare la rete regionale e intercity, coprendo esigenze di capacità e frequenza nelle fasi di transizione.
Il contributo pratico dei vagoni importati si traduce in un incremento immediato della disponibilità di posti e in una maggiore elasticità operativa: le composizioni potranno essere impiegate su tratte non ad alta velocità, dove la robustezza e la configurazione degli Intercity risultano adeguate. Questo permette a Oncf di gestire meglio i picchi di traffico previsti durante l’avvicinarsi degli eventi internazionali e di distribuire gradualmente i nuovi convogli sulle linee più critiche.
Impatto per Trenitalia e dettagli sul rinnovo della flotta
Per Trenitalia la cessione è anche una scelta economica e organizzativa: destinare i rotabili a utilizzo estero riduce i costi legati alla demolizione e allo stoccaggio, operazioni che spesso avvengono in specifici centri italiani. Contestualmente, la società ha avviato il rinnovamento degli Intercity con mezzi di nuova generazione. A fine maggio sono arrivati i nuovi ETR 10812 convogli saranno utilizzati per i collegamenti Intercity tra Umbria, Toscana e Lazio, mentre altri convogli sono destinati ai servizi regionali. Questo percorso di sostituzione rende possibile il trasferimento dei vecchi vagoni senza intaccare la copertura dei servizi nazionali.
La scena del treno imballato a Parma è stata immortalata anche in immagini che documentano il viaggio verso Ravenna; tra i riferimenti visivi compare il lavoro di fotografi e appassionati del settore, tra cui la citazione di figure note nel circuito ferroviario. L’immagine assume valore simbolico: vetture che per anni hanno collegato città italiane ripartono per una seconda vita oltre il Mediterraneo, contribuendo a un processo più ampio di cooperazione e riorganizzazione delle reti ferroviarie.



