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Due appartamenti vicino al Burlo Garofolo per sostenere i genitori dei piccoli ricoverati

Due appartamenti gratuiti vicini all'Irccs Burlo Garofolo offrono alloggio e supporto alle famiglie dei neonati ricoverati

Due appartamenti vicino al Burlo Garofolo per sostenere i genitori dei piccoli ricoverati

Il 25 maggio 2026, alle ore 18:00, è stato presentato un progetto che vuole alleggerire il peso della degenza per le famiglie dei neonati prematuri o gravemente malati: Le Case di Scricciolo. L’iniziativa, promossa dall’associazione di volontariato Scricciolo in collaborazione con l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, mette a disposizione gratuitamente due appartamenti nelle vicinanze dell’ospedale destinati a chi resta accanto ai piccoli ricoverati in Terapia intensiva neonatale. Avere un luogo dove dormire e recuperare energie, a due passi dal reparto, si traduce in un aiuto pratico e psicologico fondamentale per i genitori.

L’associazione nasce dall’esperienza diretta di genitori che hanno attraversato il percorso della nascita prematura e da anni fornisce alle famiglie supporto morale, materiale e psicologico. Oltre al servizio di alloggio, Scricciolo promuove iniziative di accompagnamento per facilitare l’accesso alle cure e ridurre l’isolamento di chi arriva da lontano. L’obiettivo è creare una rete che non limiti l’intervento sanitario al solo bambino, ma si prenda cura anche delle risorse familiari necessarie per affrontare periodi critici.

Gli alloggi: caratteristiche e disponibilità

I due appartamenti destinati alle famiglie offrono complessivamente sei posti letto e sono messi a disposizione senza costi per gli ospiti. Si tratta di soluzioni pratiche pensate per garantire la vicinanza all’ospedale e la possibilità di riposo tra una visita e l’altra in reparto. La collaborazione con l’Irccs Burlo Garofolo facilita l’accesso e la gestione delle assegnazioni, mentre il sostegno della comunità e dei partner locali contribuisce a mantenere il servizio operativo nel tempo.

A chi sono rivolti gli alloggi

Nel corso del 2026 sono state ospitate 49 famiglie: nella maggioranza dei casi si è trattato di madri sole, ma ci sono stati anche casi in cui è stato possibile accogliere l’intero nucleo familiare. Le famiglie provengono prevalentemente dal Friuli Venezia Giulia, ma cresce il numero di nuclei giunti da altre regioni o dall’estero, spesso in condizioni di vulnerabilità socio-economica. La vicinanza all’ospedale rappresenta per molti l’unica possibilità concreta di rimanere presenti accanto al neonato durante la degenza.

Impatto pratico e bisogni emergenti

Poter contare su un alloggio vicino al reparto significa ridurre stress logistico e costi legati a spostamenti continui, offrendo al contempo un punto di riferimento stabile. L’associazione segnala che, soprattutto negli ultimi anni, i costi di gestione sono aumentati e la domanda di accoglienza continuativa è cresciuta, anche a seguito della pandemia. Garantire la continuità del servizio implica trovare risorse per manutenzione, pulizia e supporto sociale, oltre a mantenere un sistema di prenotazione che risponda alle esigenze delle famiglie più fragili.

Il valore dell’accoglienza

L’idea alla base delle Case di Scricciolo è che l’accoglienza non sia solo un tetto, ma una forma di assistenza che integra l’intervento medico. Offrire un luogo dove riposare, scambiare esperienze con altri genitori e ricevere sostegno psicologico è parte di un approccio più ampio che mira a migliorare gli esiti per il bambino e il benessere della famiglia. Il concetto di accoglienza continuativa sottolinea la necessità di supportare le famiglie per tutto il periodo della degenza, senza interruzioni dovute a limiti economici o logistici.

La presentazione e i soggetti coinvolti

Alla cerimonia di presentazione hanno partecipato rappresentanti dell’associazione e del mondo sanitario e del volontariato: la presidente di Scricciolo, Serena Bontempi di Roccaspada; Francesco Peroni, vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione CRTrieste; la psicologa Sabrina Plet; e la dottoressa Laura Travan, direttrice della Struttura complessa di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale del Burlo Garofolo. I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di progetti integrati tra ospedale, associazioni e fondazioni per rispondere alle esigenze reali delle famiglie.

Prospettive e appello alla comunità

Per sostenere la continuità del servizio, Scricciolo lancia un invito alla comunità: il progetto ha bisogno di volontari, donazioni e partnership locali per affrontare le spese correnti e ampliare la capacità di accoglienza. Chiunque voglia contribuire può contattare l’associazione per informazioni su come offrire tempo, risorse materiali o supporto economico. In un contesto dove la cura del neonato si intreccia con il sostegno alla famiglia, iniziative come le Case di Scricciolo rappresentano una risposta concreta e umana a bisogni che vanno oltre la sola cura clinica.

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