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Controlli frontiera Italia-Slovenia: l’analisi della senatrice del Pd

La senatrice del Pd Tatjana Rojc denuncia l'inutilità dei blocchi statici al confine orientale, proponendo soluzioni alternative per la sicurezza.

Controlli frontiera Italia-Slovenia: l’analisi della senatrice del Pd

La questione dei controlli ai confini orientali italiani torna al centro del dibattito politico. La senatrice del Partito Democratico Tatjana Rojc, ha espresso forti critiche riguardo l’efficacia dei blocchi statici lungo la frontiera con la Slovenia in vigore da. Secondo Rojc, queste misure non solo risultano inefficaci, ma rappresentano anche un inutile dispendio di risorse.

L’inefficacia dei blocchi statici lungo il Carso

La senatrice Rojc ha sottolineato come i residenti delle aree di confine siano già consapevoli dell’inutilità dei blocchi statici sui valichi principali. Questi controlli, secondo lei, non fanno altro che creare un falso senso di sicurezza, mentre i migranti continuano a transitare indisturbati lungo le centinaia di chilometri di frontiera orientale. “Noi chiediamo più sicurezza, presidi fissi nelle aree a rischio delle città, pattuglie più frequenti sul Carso, prevenzione e collaborazione transfrontaliera”, ha dichiarato Rojc, criticando l’approccio attuale delle autorità.

La sospensione di Schengen e la rotta balcanica

La sospensione del trattato di Schengen inizialmente adottata per motivi antiterrorismo, è stata ora ricalibrata per arginare la rotta balcanica. Tuttavia, secondo Rojc, questa misura non sta producendo i risultati sperati. “I passeur non si intimidiscono, i migranti continuano a scivolare oltre e li vediamo affluire come prima, per ritrovarsi magari in piazza Libertà a Trieste“, ha affermato la senatrice. Inoltre, Rojc ha criticato il ministro Piantedosi per non aver ancora risposto alle interrogazioni del Pd riguardo l’efficacia di queste misure.

Le alternative proposte dalla senatrice Rojc

La senatrice del Pd ha suggerito diverse alternative per migliorare la sicurezza lungo il confine orientale. Tra queste, la creazione di presidi fissi nelle aree a rischio, l’aumento delle pattuglie sul Carso e una maggiore collaborazione transfrontaliera con la Slovenia. Rojc ha anche ricordato l’idea del muro lanciata anni fa dal presidente Fedriga sottolineando come questa proposta sia stata dimenticata nel dibattito attuale.

“Le autorità italiane dovrebbero ripensare il controllo dei confini: sarebbe aprire gli occhi sulla realtà”, ha dichiarato Rojc, sottolineando la necessità di un approccio più pragmatico e collaborativo.

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