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Condizionalità sociale: la FLAI CGIL Replica alla decisione del Consiglio UE

La FLAI CGIL avverte che l’eliminazione della condizionalità sociale mette a rischio le tutele dei lavoratori agricoli

Condizionalità sociale: la FLAI CGIL Replica alla decisione del Consiglio UE

Il giorno precedente al convegno dedicato ai 10 anni della legge 199/2016, in programma a Roma presso il Centro Congressi Frentani, la FLAI CGIL ha espresso forte sconcerto per la recente decisione del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea di escludere dal rinnovo del Trattato la norma relativa alla condizionalità sociale. La mossa, definita dal segretario generale Giovanni Mininni, rischia di indebolire le garanzie già introdotte nella PAC del 2021.

La decisione del Consiglio UE e le sue implicazioni per l’agroindustria

Secondo Mininni, la condizionalità sociale rappresenta una conquista storica del sindacato perché “i fondi pubblici europei non devono finanziare chi sfrutta il lavoro”. Eliminandola, si aprirebbe la porta a finanziamenti pubblici a imprese che non rispettano le norme minime in materia di sicurezza, salute e diritti dei lavoratori. Per la FLAI CGIL, la scelta europea equivale a un ritorno alle pratiche di caporalato, con gravi ricadute sulla dignità dei lavoratori agricoli.

Perché la condizionalità è cruciale per la tutela dei migranti stagionali

Il fenomeno del caporalato non è un episodio isolato: ogni anno centinaia di migliaia di lavoratori, spesso migranti e stagionali, subiscono condizioni di lavoro precarie e sfruttamento. La perdita della condizionalità sociale significherebbe consentire a chi evade i contributi o abbassa i costi di competere illegalmente con le imprese regolari, aggravando il rischio di morti per il caldo e di infortuni nei campi.

Il decimo anniversario della legge 199/2016: un momento di riflessione

Il convegno intitolato “10 anni della legge 199/2016. Contro lo sfruttamento e il caporalato: buone pratiche, criticità, prospettive”, previsto per il 4 novembre, vuole essere un’occasione per rinnovare l’impegno nella lotta al caporalato. Durante l’incontro, Mininni ha sottolineato che “difendere la condizionalità sociale significa difendere la dignità di chi lavora la terra e porta il cibo ogni giorno sulle nostre tavole”. L’evento, organizzato dalla FLAI CGIL, riunirà esperti, rappresentanti sindacali e operatori del settore agroalimentare per analizzare le buone pratiche emerse e le criticità ancora da superare.

Obiettivi concreti del convegno

Tra le tematiche programmate vi sono la revisione delle politiche di controllo sul lavoro stagionale, l’analisi dei risultati della legge 199/2016 nella riduzione del caporalato, e la discussione di possibili strategie per contrastare la decisione europea. I partecipanti cercheranno di tradurre le dichiarazioni syndicali in proposte operative da presentare alle istituzioni nazionali ed europee.

Le prospettive future della FLAI CGIL

Guardando al futuro, la FLAI CGIL intende rafforzare la sua capacità di monitorare l’applicazione della condizionalità sociale a livello nazionale e di denunciare ogni violazione. Il sindacato prevede una campagna di sensibilizzazione rivolta ai consumatori, affinché comprendano l’importanza di sostenere prodotti provenienti da filiere che rispettano i diritti dei lavoratori. In definitiva, la lotta contro lo sfruttamento si fa più urgente alla luce della decisione europea, e il prossimo convegno di Roma rappresenta il punto di partenza per una nuova fase di mobilitazione.

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