Al centro di un incontro svoltosi nella sede di Confindustria Udine è stato presentato un nuovo modello di politica industriale condivisa promosso dal Cluster Legno Arredo Casa FVG società benefit. L’obiettivo dichiarato è sostenere la crescita dimensionale e l’aggregazione tra imprese del settore, in modo da aumentare la capacità competitiva del Friuli Venezia Giulia di fronte a pressioni internazionali e cambiamenti strutturali del mercato.
All’incontro hanno partecipato imprenditori e rappresentanti istituzionali e finanziari regionali: tra gli interventi sono emersi richiami all’urgenza di passare dalle parole ai fatti e proposte concrete per accompagnare fusioni, alleanze e percorsi di consolidamento industriale.
Numeri di mercato, occupazione e pressione concorrenziale
Il quadro economico presentato mette in evidenza segnali di criticità: tra il 2026 e il 2026 il mercato europeo del mobile ha subito una contrazione del 5,8% del fatturato con oltre 61.000 posti di lavoro persi. Nel primo trimestre 2026 l’export italiano del settore registra un calo del 7,42% mentre il Friuli Venezia Giulia segna una flessione del 6,41%. Per la regione i principali mercati esteri mostrano andamenti negativi: Stati Uniti (-24%), Spagna (-9%) e Francia e Germania (-3%).
Concorrenza dalla Cina e cambiamento degli equilibri
La Cina ha consolidato una posizione di forza: nel 2026 è diventata il primo fornitore di mobili della Germania con importazioni pari a 3,15 miliardi di euro (+9,3%). La competizione non è più solo sulla base del prezzo, ma include designqualitàautomazione e digitalizzazione oltre a capacità produttive rapide e integrate. Questo sposta la sfida dalla singola impresa al sistema industriale nel suo complesso.
Il ruolo del cluster, di Friulia e delle rappresentanze imprenditoriali
Il Cluster Legno Arredo Casa FVG propone un modello regionale permanente per accompagnare le aziende lungo percorsi di aggregazione. La strategia si struttura su strumenti pratici: autovalutazione, accompagnamento specialistico, supporto alla redazione di piani industriali, e strumenti finanziari dedicati. La governance prevista è condivisa tra imprese, Friulia e Regione FVG, con il Cluster come facilitatore per individuare soggetti pronti a unirsi e Friulia come coordinatore di competenze industriali, organizzative e finanziarie.
Il modello mira a creare aggregazioni stabili orientate alla crescita, sondando i bisogni delle aziende e sostenendo la loro patrimonializzazione e capacità di investimento. Tra gli scopi concreti figurano il favorire il ricambio generazionale e manageriale, attrarre investimenti e partnership industriali e aumentare la resilienza del sistema produttivo regionale.
Pareri e testimonianze in assemblea
Nel corso dell’evento numerosi rappresentanti hanno sottolineato la necessità di agire in fretta. È stato richiamato il concetto che il vantaggio competitivo del Made in Italy rimane nella qualità, nel design e nella specializzazione, ma che per difenderlo serve la capacità di fare sistema. Sono stati altresì evidenziati rischi legati a costi energetici, tensioni commerciali e politiche protezionistiche estere, che mettono sotto pressione le PMI locali.
I relatori hanno inoltre insistito sull’importanza di dotare le aggregazioni di solide competenze manageriali, sistemi di reporting verificati e conti trasparenti per rendere sostenibili operazioni industriali complesse e attrarre capitale.
Il comparto legno-arredo della regione conta 2.169 imprese per lo più PMI, che rappresentano il 20% del tessuto manifatturiero regionale e impiegano 17.533 addetti, risultando il secondo settore per fatturato, export e occupazione. Rafforzare la massa critica attraverso aggregazioni industriali è considerato essenziale per mantenere queste posizioni nel mercato europeo.
La proposta del Cluster intende mettere a disposizione percorsi strutturati che combinino strumenti finanziari e competenze operative. In un contesto in cui la dimensione aziendale può diventare limite alla competitività, la strategia punta a creare entità capaci di investire, innovare e resistere alle pressioni esterne, pur preservando le identità produttive e il valore del Made in Italy.



