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Autonomia per le scuole del Friuli: la decisione del governo

Il Friuli ottiene per la prima volta l’autonomia organizzativa nella gestione delle scuole, con risorse aggiuntive e supporto alle classi bilingue.

Autonomia per le scuole del Friuli: la decisione del governo

Il 25 settembre il governo italiano ha firmato un decreto-legge che cambia radicalmente il panorama educativo del Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, riconosce ufficialmente alla Regione una forma di autonomia organizzativa mai concessa prima a nessun’altra regione italiana. Il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen hanno definito l’intervento una “vera svolta” per il sistema scolastico regionale.

Decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri

Il disegno di legge, presentato nella prima parte dell’anno, prevede che la Regione possa impiegare risorse proprie per potenziare l’organico scolastico, superando i limiti imposti dai parametri nazionali. Questo nuovo assetto permette di finanziare direttamente l’incremento del personale docente e ATA, garantendo una presenza più capillare di insegnanti nei territori più svantaggiati.

Riconoscimento dell’autonomia organizzativa

Secondo le dichiarazioni di Fedriga e Rosolen, il riconoscimento da parte dello Stato rappresenta “un passaggio fondamentale di un percorso avviato oltre 15 anni fa all’interno della Commissione paritetica“. La Regione, da tempo, ha sperimentato un modello di gestione flessibile, basato sul cosiddetto “pacchetto scuola“, che integra personale docente, attività motorie, sport, interventi per DSA, BES e disabilità, oltre allo spostamento verso il plurilinguismo.

Conseguenze per il personale e per l’offerta formativa

Grazie al nuovo decreto, il Friuli potrà destinare fondi regionali per rafforzare il personale scolastico colmando le carenze emerse in anni recenti. L’autonomia consentirà anche di potenziare l’offerta formativa favorendo l’introduzione di corsi specialistici e l’ampliamento delle attività extracurriculari. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dell’istruzione, ritenuta una delle leve più importanti per la crescita del territorio.

Rinforzo delle scuole bilingui italiano-tedesco

Un punto cruciale del provvedimento riguarda le scuole bilingue. Il documento riconosce la specificità delle istituzioni statali con insegnamento italiano-tedesco e prevede l’utilizzo di risorse regionali per stipulare contratti a tempo determinato con personale madrelingua o esperto nella lingua tedesca. Gli insegnanti così assunti entreranno a pieno titolo nei consigli di classe, garantendo una didattica più autentica e aderente alle esigenze della minoranza linguistica.

Il ruolo del “pacchetto scuola” e le finanze per il 2026

la Regione aveva avviato il progetto che oggi raggiunge la piena attuazione. Fedriga e Rosolen hanno ricordato che, per il 2026, sono stati destinati al comparto istruzione più di 100 milioni di euro combinando risorse regionali e fondi del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). Tale investimento rappresenta la base su cui il nuovo pacchetto scuola potrà operare, conferendo alla Regione maggiori strumenti per rispondere alle esigenze concrete degli istituti.

Il Friuli Venezia Giulia emerge così come l’unica Regione italiana a cui è stata attribuita questa particolare forma di autonomia, segnando un passo storico per la sua politica educativa.

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