13 Giugno 2026 🌤 21°

29° Raduno Nazionale Vigili del Fuoco: 50 anni dal terremoto del Friuli

Gemona del Friuli ha accolto con emozione i Vigili del Fuoco durante il 29° Raduno Nazionale, celebrando 50 anni dal terremoto del 1976 con cerimonie, sfilate e momenti di riflessione.

29° Raduno Nazionale Vigili del Fuoco: 50 anni dal terremoto del Friuli

Gemona del Friuli ha vissuto giorni intensi di emozioni e ricordi durante il 29° raduno nazionale dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco. L’evento, che ha celebrato il 50° anniversario del terremoto del 1976ha visto la partecipazione di oltre mille vigili del fuoco provenienti da tutta Italia e da delegazioni estere, tra cui Austria, Slovenia, Croazia e Stati Uniti.

Il raduno è stato un’occasione per riflettere sulle sfide tecnologiche del futuro e sulle nuove emergenze, come il climate changema soprattutto per ricordare gli interventi eroici dei vigili del fuoco durante il terremoto del 1976. Un momento simbolico è stato quando dieci operatori del servizio Speleo Alpino Fluviale si sono calati con il Tricolore dalla torre del castello di Gemona, suscitando l’applauso della folla.

Un omaggio ai caduti e alla memoria

Il raduno si è aperto con una cerimonia in Piazza I Maggio a Udine, dove è stata inaugurata la Cittadella della sicurezza. Tra gli eventi più toccanti, la cerimonia in onore dei vigili del fuoco caduti il 16 aprile 1977 a Tramonti di Sottosul Lago di Redona. In quell’occasione, un elicottero che trasportava materiali per la ricostruzione si schiantò, causando la morte di quattro vigili del fuoco e un imprenditore.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, Enrico Marchionneha sottolineato il legame speciale tra i vigili del fuoco e il Friuli: “Abbiamo condiviso con voi il filo rosso del dolore e della speranza”. Il sindaco di Gemona, Roberto Revelantha ribadito questo sentimento con le parole: “Gemona è casa vostra”.

Innovazione e sicurezza: il futuro dei Vigili del Fuoco

Durante il raduno, il comandante del corpo dei Vigili del Fuoco, Eros Manninoha parlato delle sfide future: “Stiamo adeguando le nostre attrezzature, le nostre tecnologie. Siamo sempre in cerca di soluzioni migliori”. Questo impegno verso l’innovazione è stato evidenziato anche attraverso le dimostrazioni tecniche e le esposizioni di mezzi d’epoca.

Un momento significativo è stato l’intitolazione del piazzale antistante il comando provinciale di Udine ai Vigili del Fuoco. Questo gesto simbolico rappresenta il riconoscimento della comunità verso chi ha dedicato la propria vita al servizio degli altri.

La sfilata finale e il messaggio di speranza

La giornata conclusiva del raduno si è svolta a Gemona con una sfilata che ha attraversato le vie del centro, passando per i luoghi simbolo della ricostruzione. La sfilata è stata preceduta da una cerimonia in Piazzale del Ferrodove il presidente Marchionne ha ricordato come i vigili del fuoco abbiano dato speranza a chi l’aveva persa.

Il sindaco Revelant ha aggiunto: “I vigili del fuoco hanno visto la distruzione totale, la morte di tante persone, ma hanno dato la vita a chi la credeva persa”. Questo messaggio di speranza e riconoscenza è stato al centro di tutto il raduno, ricordando a tutti che si può rinascere dalle macerie.

Il raduno si è chiuso con un concerto della Banda Musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e una Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Udine. Un evento che ha lasciato un segno profondo nella comunità friulana, rafforzando il legame tra i vigili del fuoco e il territorio che hanno aiutato a rialzarsi.

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