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Nucleare in Italia: approvata la legge delega, ecco cosa cambia

L'Italia compie un passo decisivo verso il ritorno del nucleare con l'approvazione della legge delega. Scopri come i nuovi reattori modulari potrebbero rivoluzionare il settore energetico.

Nucleare in Italia: approvata la legge delega, ecco cosa cambia

L’Italia si prepara a un ritorno significativo nel settore del nucleare, con l’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile. Questo provvedimento, approvato dalla Camera il 4 giugno 2026 con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astensioni, rappresenta un passo cruciale verso una nuova era energetica per il Paese.

Il disegno di legge, presentato dal governo nell’ottobre 2026, ora passa all’esame del Senato. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e ridurre la dipendenza dall’estero, integrando il nucleare con le fonti rinnovabili per garantire una produzione di energia stabile e programmabileindipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

Le novità della legge delega sul nucleare

La legge delega contiene disposizioni che spaziano dalla gestione e dismissione degli impianti esistenti alla realizzazione di nuove infrastrutture. Tra le principali novità, la volontà di segnare un cambio di passo rispetto al nucleare del passato, con l’adozione di nuove tecnologie come i reattori modulari di nuova generazione, SMR (Small Modular Reactor) e AMR (Advanced Modular Reactor).

Questi reattori, considerati più sicuri, flessibili e rapidi da realizzare, rappresentano il futuro del settore nucleare in Italia. La delega affida al governo il compito di disciplinare la produzione e l’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile, la gestione dei rifiuti radioattivi, la costruzione di nuovi impianti e la formazione delle professionalità necessarie.

Le opportunità per i Comuni e gli incentivi economici

Tra le misure previste dalla legge, la possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare le future infrastrutture nucleari. I promotori dei progetti, inclusi eventuali soggetti privati, dovranno dimostrare di poter sostenere i costi di costruzione, gestione e smantellamento degli impianti. Sono previsti inoltre incentivi economici e occupazionali per i territori coinvolti.

I tempi del ritorno del nucleare in Italia

Il ritorno effettivo del nucleare in Italia non è atteso prima della metà del prossimo decennio. L’approvazione della legge delega non autorizza infatti la costruzione immediata di nuovi impianti, ma definisce il quadro normativo necessario per eventuali decisioni future. Secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, i decreti attuativi della legge delega sul nucleare potrebbero arrivare entro la fine del 2026, mentre i primi reattori operativi in Italia sono attesi non prima del 2034-2035.

Le navi mercantili con reattori nucleari

Intanto, il governo italiano sta studiando assieme a Fincantieri la possibilità di creare navi mercantili dotate di nuovi piccoli reattori nucleari. Questi reattori, con una potenza compresa tra i 10 e i 15 MW, potrebbero rappresentare una soluzione innovativa per il settore navale. Come ha affermato il ministro Pichetto Fratin, questa tecnologia non è nuova, poiché i sommergibili russi e americani utilizzano la propulsione nucleare da ottant’anni.

I piccoli reattori modulari (SMR) sono impianti di dimensioni ridotte, con una capacità di generazione tipicamente compresa tra i 50 e i 300 MWe. Questi reattori possono essere realizzati attraverso una produzione seriale in fabbrica e successivo assemblaggio in loco. Le loro applicazioni potrebbero andare oltre la sola produzione elettrica, includendo la fornitura di calore industriale, teleriscaldamento urbano e la produzione di idrogeno a basse emissioni.

I reattori modulari avanzati (AMR)

Gli AMR sono reattori modulari avanzati di IV generazione, che introducono soluzioni tecnologiche più innovative rispetto ai reattori convenzionali. Tra queste vi sono il raffreddamento a sali fusi, a piombo o a sodio, e l’utilizzo di reattori veloci in grado di ottimizzare l’impiego del combustibile, riducendo sensibilmente la produzione di scorie ad alta attività.

Il governo italiano ha espresso la volontà di puntare sul nuovo nucleareincludendo sia gli SMR sia gli AMR tra le tecnologie di interesse prioritario. Questi reattori rappresentano una soluzione versatile per la decarbonizzazione e possono contribuire significativamente al nuovo mix energetico nazionale.

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