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Furto a Trieste: arrestati la domestica e il compagno per il bottino da 150mila euro

La Squadra mobile della Questura di Trieste ha arrestato una collaboratrice domestica e il suo compagno per un furto da 150mila euro. I due sono stati rinchiusi nella Casa Circondariale di Trieste.

Furto a Trieste: arrestati la domestica e il compagno per il bottino da 150mila euro

In un’appartamento di via Tigor a Triesteun furto da 150mila euro ha portato all’arresto di una collaboratrice domestica e del suo compagno. La donna, che lavorava nell’abitazione, conosceva bene gli orari e le abitudini dei proprietari, facilitando così il colpo. L’arresto è avvenuto un paio di settimane fa, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi.

Entrambi gli arrestati sono cittadini italiani e si trovavano in regime di libertà vigilata al momento del fatto. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Triestesu richiesta della Procurache ha condiviso il quadro probatorio presentato dalla Squadra mobile della Questura di Trieste.

Le indagini e la denuncia

Le indagini sono partite dopo la denuncia presentata dalla persona offesa per il furto di gioielli e denaro contante custoditi in una cassaforte forzata. Gli agenti hanno individuato i presunti responsabili e trasmesso gli atti alla Procura, dove il titolare del fascicolo, Federico Merloha richiesto la misura cautelare.

L’esecuzione dell’arresto

L’arresto è stato eseguito dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Triesteche hanno portato i due indagati nella Casa Circondariale di Trieste. L’accusa è di furto aggravatoun reato che comporta conseguenze penali severe.

La vicenda ha destato scalpore per l’importo elevato del bottino e per il coinvolgimento di una collaboratrice domestica, figura di solito considerata di fiducia. La conoscenza degli orari e delle abitudini dei proprietari ha permesso ai malviventi di agire con precisione, evitando incontri indesiderati e aumentando le probabilità di successo del furto.

La Questura di Trieste ha confermato l’importanza delle indagini preliminari e della collaborazione tra le forze dell’ordine e la magistratura per risolvere casi complessi come questo. La vicenda serve anche come monito sull’importanza di adottare misure di sicurezza adeguate, anche in ambienti domestici.

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