10 Giugno 2026 🌤 27°

Rottura della tubatura a Muggia: emergenza idrica e interventi in corso

Una rottura nella condotta principale di Muggia ha causato la fuoriuscita di 300 litri al secondo e l'interruzione della fornitura per l'80 per cento delle utenze; da oltreconfine arrivano 13 litri al secondo e sono in corso lavori per un bypass temporaneo

Rottura della tubatura a Muggia: emergenza idrica e interventi in corso

Nel pomeriggio del 3 giugno 2026 un cedimento della principale condotta idrica che rifornisce il comune di Muggia ha provocato una consistente perdita d’acqua e la sospensione del servizio per una larga parte della città. Il guasto è stato segnalato in strada delle Saline, poco prima della rotonda che conduce alla grande viabilità, e ha messo subito in evidenza l’impatto sulla popolazione e sulle infrastrutture locali.

Le prime valutazioni tecniche sul posto hanno quantificato inizialmente la fuoriuscita d’acqua in circa 300 litri al secondo, una portata tale da sollevare il manto stradale e da richiedere l’intervento immediato delle squadre operative per circoscrivere il danno e avviare le procedure di emergenza.

La portata dell’emergenza e le zone colpite

Secondo le comunicazioni diffuse tramite i canali ufficiali, incluso il profilo Facebook del sindaco Paolo Polidori, “L’80 per cento delle utenze idriche di Muggia” è rimasto senza erogazione a seguito della rottura della tubatura principale che alimenta il comune. Tra le aree maggiormente interessate figurano i quartieri di Montedoro e Calderai, dove residenti e attività commerciali hanno subito i disagi più evidenti.

Effetti locali e criticità immediate

La perdita ha avuto ripercussioni non solo sulla disponibilità domestica di acqua, ma anche sulla viabilità e sulla sicurezza del tratto interessato, vista la deformazione dell’asfalto. Le squadre tecniche hanno dovuto operare in condizioni di emergenza per isolare la porzione di condotta danneggiata e valutare l’entità del cedimento senza interrompere ulteriormente altre infrastrutture limitrofe.

Le contromisure adottate e il ruolo della Slovenia

Per mitigare i disagi è stata attivata una fornitura di emergenza proveniente dalla Slovenia, prevista da un protocollo di assistenza reciproca stabilito in passato tra le amministrazioni. Attualmente nella rete cittadina vengono immessi circa 13 litri al secondo dall’estero, una quantità utile per alimentare alcune utenze e i serbatoi, ma insufficiente a ripristinare il servizio ai livelli usuali.

Bypass temporaneo e interventi tecnici

I tecnici hanno pianificato la realizzazione di un bypass provvisorio, tramite una condotta parallela di dimensioni ridotte, che permetterà di riprendere parzialmente l’erogazione dell’acqua con pressione inferiore rispetto alla normale fornitura. Questa soluzione è concepita come misura tampone in attesa della riparazione definitiva della tubatura principale.

Cause, cantieri e tempistiche dei lavori

Al momento non sono state ancora accertate cause definitive del cedimento. Si segnala però che nelle vicinanze del punto di rottura erano in corso lavori di scavo, in prossimità dell’area identificata come Gvt. Le indagini tecniche proseguiranno per stabilire eventuali correlazioni tra gli scavi e il danneggiamento della condotta.

I lavori di ripristino sono programmati per proseguire anche durante la notte, con squadre operative impegnate nel consolidamento della zona, nella sostituzione o nella saldatura dei tratti danneggiati e nella verifica della tenuta della nuova sezione. Fonti locali hanno dichiarato che la priorità è riattivare la fornitura in sicurezza e limitare ulteriori disservizi.

Comunicazione e aggiornamenti

Gli organi di informazione sul territorio hanno mantenuto un flusso di aggiornamenti costanti: testate come TriesteAllNews e TriestePrima hanno riportato gli sviluppi, mentre le autorità locali invitano i cittadini a seguire le indicazioni ufficiali. Al momento la situazione è definita critica ma gestita, e “La notizia è in aggiornamento.”

Per gli utenti la raccomandazione è di limitare gli usi non essenziali dell’acqua fino a nuovo avviso e di monitorare i canali istituzionali per comunicazioni su eventuali punti di rifornimento temporaneo o sulle tempistiche di ripristino completo.

Impatto e prospettive

L’evento mette in luce la dipendenza della rete locale da una singola condotta strategica e la necessità di piani di resilienza idrica. La fornitura esterna garantita dall’accordo con la Slovenia rappresenta un esempio di mutua assistenza che ha ridotto l’impatto immediato, ma la quantità di 13 litri al secondo rimane una copertura parziale rispetto alla perdita iniziale stimata di 300 litri al secondo.

Le prossime ore saranno decisive per comprendere i tempi di ripristino definitivo: il lavoro sul bypass e le successive riparazioni determineranno quando la città potrà tornare alla normale erogazione. Nel frattempo, le autorità locali e le squadre tecniche restano operative per contenere i disagi e assicurare la sicurezza dell’area interessata.

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