La notizia dell’omicidio che ha portato alla morte di Marius Adrian Dorobantu ha scosso la comunità di Porcia e riacceso tensioni familiari già esistenti nel contesto di una separazione conflittuale. L’indagato, identificato come Fabrizio Barberini, è stato fermato e successivamente sottoposto a procedimento penale per omicidio volontario dopo i fatti avvenuti nella villetta di via Zuccolo. In queste ore la richiesta di concessione degli arresti domiciliari per Barberini ha provocato reazioni forti tra i parenti della vittima e della famiglia coinvolta.
La reazione dei familiari e del loro legale
L’avvocata Laura Presot, che assiste l’ex compagna di Barberini, i tre figli minori della coppia e i familiari di Dorobantu, definisce la domanda di misure più miti «sorprendente» e fonte di «incredulità». Secondo il suo racconto, prima dell’episodio fatale nella casa conviveva un clima di timore ormai persistente che oggi si è trasformato in una paura di potenziali reiterazioni. La legale mette in rilievo come la sua assistita abbia un’occupazione stabile e una rete di sostegno familiare, elementi che nella loro visione renderebbero ingiustificate le argomentazioni che spingono per una misura meno afflittiva.
Misure di tutela e supporto emotivo
Oltre alla contestazione sulla richiesta di scarcerazione, l’avvocata Presot ha annunciato la nomina di consulenti di parte in vista dell’autopsia sul corpo della vittima. Parallelamente è stato predisposto un percorso di supporto psicologico per i familiari coinvolti, con particolare attenzione ai tre minori che hanno assistito indirettamente alla crisi coniugale. Questi interventi puntano a coniugare la necessità di chiarire gli aspetti forensi con l’urgenza di fornire tutela emotiva a chi è rimasto segnato dall’evento.
La dinamica ricostruita dagli investigatori
Gli accertamenti della squadra Mobile di Pordenone, coordinati dalla Procura, hanno ricostruito una sequenza di tensioni esplose nel contesto della separazione tra i conviventi. Secondo quanto emerso, l’intervento di Dorobantu sarebbe avvenuto per difendere la figlia dopo che questa sarebbe stata colpita con una bottiglia; la successiva colluttazione all’esterno della villetta avrebbe portato alla morte della vittima per lesioni attribuite a un corpo contundente sequestrato dagli investigatori, indicato come una pietra di Matera rinvenuta in giardino.
Il quadro investigativo e sanitario
Le fasi successive all’arresto hanno visto l’indagato trasferito tra diversi reparti ospedalieri prima di essere sottoposto a interrogatorio: dopo i controlli clinici, gli inquirenti



