Il 30 ottobre 2026 si doveva celebrare a Pozzuolo del Friuli il 109° anniversario della storica Battaglia di Pozzuolo, con una cerimonia prevista in piazza Julia. Tuttavia, a poche ore dal via, la programmazione è stata interrotta: le autorità hanno optato per l’annullamento in segno di lutto per le quattro vittime italiane di un incidente aereo avvenuto in Bosnia-Erzegovina.
Annuncio di annullamento della cerimonia del 109° anniversario
La Brigata di Cavalleria, su ordine diretto dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, ha comunicato la decisione di cancellare l’evento previsto per oggi. La scelta, descritta come “segno di rispetto e vicinanza alle famiglie colpite”, è stata condivisa dal Comune di Pozzuolo del Friuli, che ha espresso profondo cordoglio per la tragedia. L’amministrazione locale ha sottolineato che il pensiero della cittadinanza è rivolto a tutti i familiari delle vittime e ai loro colleghi.
Incidente aereo in Bosnia-Erzegovina: le vittime italiane
Il drammatico evento si è verificato il 29 ottobre 2026, quando un elicottero CH-47 dell’Esercito Italiano, impegnato nella missione EUFOR Althea, è precipitato nella zona di Brčko, al confine con la Croazia. A bordo c’erano quindici persone; undici sono rimaste ferite e le quattro persone decedute erano militari italiani.
Identità dei militari caduti
I quattro caduti sono: il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, entrambi del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (medico e infermiere); il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, entrambi appartenenti al Comando aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo. Ruggia e Marchesi erano di stanza presso il 1° reggimento “Antares” del Centro Addestrativo, struttura che fornisce pacchetti di capacità alle forze operative sia in Italia che all’estero.
Il velivolo aveva effettuato la partenza da Viterbo, con scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, prima di dirigersi verso la Bosnia. Le cause dell’incidente, avvenuto in fase di decollo, sono ancora oggetto di indagine da parte delle autorità italiane e della missione Eufor, che ha promesso ulteriori aggiornamenti non appena disponibili.
Reazioni delle istituzioni e continuità della missione EUFOR
Il Ministero della Difesa ha inviato immediatamente un’équipe medica italiana per garantire le cure migliori ai feriti, tutti attualmente in condizioni stabili. La Croce Rossa Italiana ha confermato che anche uno dei suoi operatori di evacuazione medica è stato tra gli infortunati. Parallelamente, l’amministrazione comunale di Pozzuolo del Friuli ha rinnovato il suo cordoglio e ha promesso di onorare la memoria dei caduti in una futura cerimonia.
Nonostante la perdita, l’Italia mantiene un ruolo di primo piano nella missione EUFOR-Althea: su un totale di circa 1.600 unità schierate, più di 300 appartengono alle forze italiane, sottolineando l’impegno continuo del Paese nella stabilizzazione della Bosnia-Erzegovina.



