Il progetto Inabili alla morte/Nezmožni umreti nato dalla collaborazione fra Mittelfest, Go!2025, le municipalità di Nova Gorica e Gorizia e la Regione friuli venezia Giulia, approda a Trieste con l’ultima puntata della trilogia. L’opera, che ha già attraversato Gorizia e Nova Gorica negli ultimi due anni, affronta la transizione storica degli anni novanta con un linguaggio che mescola teatro, radio e live-cinema.
Il debutto al Teatro Rossetti: date, orario e cast
Il Teatro Rossetti accoglie l’alba dopo la fine della storia il martedì 20 e il mercoledì 21 ottobre entrambe le rappresentazioni alle 20.30. La sceneggiatura, firmata da Paolo Di Paolo chiude il percorso iniziato con “La cripta dei cappuccini” di Joseph Roth. Sul palco si alternano Valentina Bartolo (Monika), Primož Ekart (Viktor), Roberto Marinelli (Franco), Francesco Migliaccio (Emiliano), Alberto Pirazzini (Tenente) e Matilde Vigna (Gloria). La direzione è di Giacomo Pedini ideatore del progetto e direttore artistico di Mittelfest dal 2021 al 2026.
Scenografia, musica e live-cinema
Le scenografie, curate da Alice Vanini, si fondono con i costumi disegnati da Gianluca Sbicca e Francesca Novati, creando un’atmosfera che richiama le tensioni degli anni ’90. La colonna sonora, composta da Cristian Carrara e registrata dalla FVG Orchestra sotto la direzione di Paolo Paroni, avvolge lo spettatore in una trama sonora che enfatizza la disillusione post-berlino. Il live cinema è curato da Stefano Bergoma, che regge la regia video con un approccio sperimentale.
Itinerario del tour: da Zagabria a Genova
Dopo la prima tappa triestina, la produzione si sposterà allo ZKM di Zagabria il 23 ottobre per poi raggiungere il Teatro Fraschini di Pavia dal 13 al 15 novembre. L’ultima fermata del percorso italiano è il Teatro Ivo Chiesa di Genova in programmazione per i 25 e 26 novembre. Ogni città riceverà una versione identica della messa in scena, garantendo così al pubblico di diverse regioni un’esperienza condivisa.
Contesto storico e tematiche dello spettacolo
Nel 1989, la caduta del Muro di Berlino e lo smembramento dell’Unione Sovietica avevano alimentato la speranza di una “era infinita di pace”. La trama di l’alba dopo la fine della storia ripropone quel sogno infranto, evidenziando come il successivo collasso della Jugoslavia abbia spezzato le illusioni con una violenza improvvisa. Pedini osserva che lo spettacolo “esonda i limiti del palcoscenico tra letteratura, storia e live cinema e rimette il nostro presente di italiani e di europei, da Ovest a Est, di fronte alle fatali omissioni e alle facili illusioni”.
Le sei figure centrali – Monika, Franco, Emiliano, il Tenente, Gloria e Viktor – si muovono in un limbo degli anni ’90, dove sogni di futuro radioso si intrecciano con orrori della realtà. Monika tenta di ordinare il caos; Franco sfoggia certezze vuote; Emiliano recita per non svanire; il Tenente fugge dal dovere; Gloria porta i segni di un trauma; Viktor osserva in silenzio. Il loro intreccio diventa una metafora dei “confini” culturali e politici che la trilogia ha esplorato fin dal 2024.
Il progetto si è ulteriormente esteso al mondo dell’audio: i radiodrammi correlati sono stati trasmessi da Rai Radio 3 e Radio Slovenija-Program Ars. Inoltre, la casa editrice Bottega Errante ha pubblicato il volume “Inabili alla morte. Tragicommedie di confine”, raccogliendo sceneggiature, saggi critici e fotografie del percorso scenico.



