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Omaggio a Diego Di Natale, padre dell’artigianato friulano

Il 19 ottobre 2026, al Cimitero Monumentale di San Vito, Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti: un riconoscimento aperto alla comunità friulana.

Omaggio a Diego Di Natale, padre dell’artigianato friulano

Il nome di Diego Di Natale entrerà ufficialmente nel Famedio dei benemeriti della città di Udine con una cerimonia pubblica prevista per lunedì 19 ottobre 2026 alle 11.30 al Cimitero Monumentale di San Vito. L’evento richiama autorità civili e rappresentanti del mondo economico e associativo in un momento pensato per valorizzare il ruolo storico dell’artigianato nel Friuli.

La registrazione nel Famedio riporta la dicitura «Padre dell’artigianato friulano» a sottolineare l’impatto duraturo di Di Natale sulla rete delle botteghe, sulla mutualità e sulle strutture di supporto alle piccole imprese. Alla cerimonia sono attese figure istituzionali e associative che condividono il tributo alla sua opera.

La cerimonia e i partecipanti invitati

All’appuntamento interverranno il sindaco Alberto Felice De Toni e, su invito della rappresentanza artigiana, il figlio Renzo Di Natale. Tra gli ospiti ufficiali sono segnalati il presidente di Confartigianato FVG Graziano Tilatti e il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo. Saranno inoltre presenti il vicesindaco Alessandro Venanzi il prefetto Domenico Lione e il questore Pasquale Antonio De Lorenzo a conferma del carattere pubblico e istituzionale dell’omaggio.

La partecipazione è aperta alla comunità friulana: la cerimonia non è riservata a delegazioni private ma intende richiamare artigiane, artigiani, rappresentanti delle associazioni e cittadini per condividere il ricordo di un processo di lungo periodo che ha segnato il territorio.

Il percorso personale e associativo di Diego Di Natale

Nato a Sedegliano nel 1909 e cresciuto a UdineDiego Di Natale iniziò la propria attività come apprendista barbiere, coniugando il mestiere con una formazione culturale: fu diplomato in contrabbasso e svolse anche attività di insegnamento musicale. Dopo la guerra fu tra i promotori dell’Unione Artigiani del Friuli nel 1945 e divenne il suo primo presidente nel 1946, ruolo che mantenne per 35 anni fino al 1980.

Nel corso della sua lunga azione sindacale promosse istituti concreti a sostegno delle imprese: contribuì alla costituzione della Cassa Mutua Malattia alla creazione di consorzi di credito e alla nascita di organismi per le rassegne espositive che portarono allo sviluppo di spazi come Casa Moderna. Fu anche tra i promotori e i presidenti dell’Ente regionale per lo Sviluppo dell’Artigianato di cui tenne la presidenza per vent’anni.

Visione e attività oltre la bottega

La figura di Di Natale è ricordata per la capacità di trasformare l’esperienza della bottega in un progetto collettivo: intese quali «cooperazione», «mutualità» e «accesso al credito» divennero strumenti concreti per sostenere migliaia di artigiani e microimprese. Questa eredità organizzativa e culturale ha influenzato il modo in cui il territorio ha affrontato le sfide economiche del secondo dopoguerra.

Impegno nella ricostruzione post terremoto e riconoscimenti

Un capitolo importante del suo impegno riguarda il terremoto del 1976: in quei mesi Di Natale contribuì a mobilitare il mondo artigiano perché partecipasse attivamente alla ricostruzione del Friuli, trasformando l’emergenza in occasione di ripartenza attraverso il lavoro e la collaborazione professionale. Questo ruolo collettivo è spesso citato come parte della sua eredità civile.

Venne insignito della nomina di Grande Ufficiale della Repubblica e morì il 26 maggio 1995 giorno in cui ricorreva il cinquantenario dell’associazione che aveva contribuito a fondare. La coincidenza della data ha consolidato il ricordo pubblico della sua figura.

Alla cerimonia, il sindaco Alberto Felice De Toni ha sottolineato che «gli artigiani rappresentano una componente fondamentale della società e dell’economia di Udine e del Friuli», aggiungendo che Di Natale riuscì a far crescere quel patrimonio «attraverso la collaborazione, le tutele e la formazione dei giovani», trasformando la bottega in un progetto collettivo capace di offrire opportunità a migliaia di persone.

L’iscrizione nel Famedio mira non solo a celebrare una singola carriera, ma a ricordare un modello di intervento istituzionale e associativo che rimane punto di riferimento per il tessuto produttivo locale. La cerimonia del 19 ottobre 2026 al Cimitero Monumentale di San Vito rappresenta

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